L’outlook e l’asset allocation di Triodos IM per il terzo trimestre

A
A
A
di Gianluigi Raimondi 28 Luglio 2020 | 12:30

A cura di H. Stegeman, Head Research & Investment Strategy, e J. de Wilde, Investment Strategist, Triodos IM

La recessione stimata per quest’anno cresce di intensità a ogni nuova previsione. Le misure restrittive di lockdown sono state attuate per tempi più lunghi di quanto previsto inizialmente e il numero di casi di COVID-19 continua ad aumentare. Anche se la parziale riapertura della maggior parte delle principali economie significa probabilmente che la fase acuta del crollo dell’attività economica mondiale è ormai alle spalle, la ripresa sarà lenta e parziale e lascerà cicatrici indelebili.

Questo dato di fatto è in forte contrasto con il rally prolungato dei mercati finanziari in atto da fine marzo, che suggerisce una ripresa dell’economia mondiale lenta e a forma di V. Prevediamo che le misure monetarie straordinarie che hanno gonfiato il prezzo degli asset si attenueranno e che le iniezioni monetarie finiranno per interrompersi, obbligando gli investitori ad affrontare la realtà. Nel frattempo, speriamo che i responsabili della politica fiscale, in particolare in Europa, rafforzino i programmi di politica economica per creare un sistema economico più sostenibile.

Nel nostro scenario di base per il 2020 prevediamo una contrazione dell’economia globale del 5,3%. Ci aspettiamo che i nuovi lockdown decisi localmente e il clima di persistente incertezza freneranno la ripresa economica.

Il nostro scenario alternativo, più pessimista, prevede una contrazione dell’economia globale del 7,2% per il 2020. In questo scenario, ipotizziamo una recrudescenza del virus su vasta scala a partire dal prossimo autunno.

In entrambi gli scenari, l’emergenza pandemica causa danni economici che il nostro sistema economico attuale non sarà in grado di sanare, lasciando cicatrici indelebili. È quindi necessaria una reimpostazione fondamentale della nostra economia per rendere il sistema più resiliente e sostenibile.

Una ripresa economica rapida e completa, come quella attesa dai mercati finanziari, è poco probabile, nonostante le misure di stimolo fiscale e monetario senza precedenti. Dopo avere toccato i minimi, gli indicatori macroeconomici e gli utili aziendali miglioreranno sensibilmente, ma non si assisterà a un effetto recupero, con una conseguente perdita produttiva permanente per l’economia mondiale. Il crescente divario tra i mercati finanziari e l’economia reale condurrà a una sorta di ritorno alla realtà, anche se la situazione attuale potrà perdurare ancora per un certo tempo.

Posizionamento prudente

La pandemia ha determinato un forte shock dell’economia globale. I rendimenti delle obbligazioni governative considerate un asset rifugio continuano ad attestarsi su livelli quasi minimi. Di conseguenza, il loro potenziale di rendimento rimane limitato. Allo stesso tempo, i rendimenti delle obbligazioni corporate sono scesi nell’ultimo trimestre dopo il forte aumento di marzo. Tuttavia, le obbligazioni corporate Investment Grade e High Yield confermano rendimenti superiori ai livelli pre-crisi, rendendo le valutazioni ancora relativamente interessanti rispetto ai Titoli di Stato. Inoltre, i titoli corporate possono beneficiare delle misure politiche volte a sostenere la liquidità e la solvibilità delle imprese. Sulla base di queste considerazioni abbiamo leggermente aumentato l’esposizione alle obbligazioni corporate Investment Grade, preferendo titoli di qualità elevata poiché la brusca caduta dell’attività economica comporta un aumento dei downgrade. Nel complesso, la nostra esposizione fixed income rimane globalmente neutra.

Sul fronte azionario rimaniamo prudenti e non rincorriamo la ripresa. Le valutazioni azionarie sono nuovamente aumentate a seguito del forte rimbalzo dei mercati. Il mercato azionario statunitense rimane caro sulla base di diverse metriche, sia rispetto alle altre regioni sia in un’ottica storica. I mercati europei e asiatici, Giappone compreso, sembrano convenienti rispetto agli Stati Uniti. Le stime di utile sono state riviste al ribasso, ma le aspettative attuali rimangono relativamente elevate. Sugli utili dobbiamo prevedere sorprese negative che giustificherebbero un ribasso delle quotazioni e delle valutazioni azionarie. L’andamento attuale delle quotazioni appare decisamente sproporzionato e precoce. Il livello attuale delle valutazioni non riflette correttamente i fondamentali sottostanti, mentre non è possibile supporre che le Banche centrali continueranno a sostenere all’infinito il prezzo degli asset. Rimaniamo pertanto sottopesati sulle azioni.

Vuoi ricevere le notizie di Bluerating direttamente nel tuo Inbox? Iscriviti alla nostra newsletter!

Condividi questo articolo

NEWSLETTER
Iscriviti
X