Bond emergenti, il miglioramento della situazione in Cina offre buone opportunità

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di Gianluigi Raimondi 28 Luglio 2020 | 14:30

Il PIL globale tornerà probabilmente ai livelli del 2019 solo nella seconda metà del 2021. Dato lo shock sul lato della domanda dovuto alla pandemia di COVID-19, gli investitori devono aspettarsi un percorso disomogeneo verso la ripresa”. L’avvertimento arriva da Peter Eerdmans, Head of Fixed Income and Co-Head of Emerging Market Sovereign & FX di Ninety One, che di seguito spiega la propria view.

È probabile che eventuali seconde ondate di COVID-19 creeranno volatilità nei mercati, ma con l’esperienza dei mesi passati ci aspettiamo che la maggior parte delle autorità nei diversi paesi si trovino in una posizione migliore per tenerle sotto controllo, come già stiamo vedendo in Cina, Turchia e Corea del Sud.

Riteniamo inoltre che i policymakers, sia nei mercati sviluppati sia in quelli emergenti, siano meglio preparati a gestire le ricadute economiche derivanti da eventuali ondate successive e riteniamo che l’ampia offerta di liquidità da parte delle principali banche centrali continuerà a sostenere gli asset di rischio a livello globale.

Date le dinamiche incoraggianti per quanto riguarda le politiche e il sentiment degli investitori, ad aprile abbiamo spostato il nostro obiettivo di esposizione al rischio top-down da neutro a un modesto sovrappeso nelle nostre strategie e abbiamo mantenuto questa posizione.

Tuttavia, mentre le notizie sul rallentamento globale dei casi COVID-19 sono incoraggianti, il quadro resta complesso ed eterogeneo; un approccio selettivo non è mai stato così essenziale negli investimenti nel debito dei mercati emergenti.

Entrando nello specifico di questi mercati, vediamo le opportunità migliori nel debito in valuta forte, con gli spread – in particolare nei mercati high yield – ancora a livelli interessanti, anche dopo il recente rally. Per questo motivo continuiamo a restare sovrappesati sul settore.

La domanda per l’asset class è cresciuta significativamente dopo il sell-off di marzo. Mentre i fondamentali in alcuni mercati rimangono deboli, il sostegno del FMI e di altre istituzioni, insieme alla cancellazione dei debiti, sta già aiutando le economie più fragili. La ricerca di rendimento da parte degli investitori sta inoltre fornendo sostegno all’asset class, con nuove emissioni limitate che supportano anche i prezzi.

Per quanto riguarda le valute dei mercati emergenti, siamo passati da un posizionamento leggermente sottopesato a uno neutrale. Questo perché stiamo assistendo a un miglioramento delle dinamiche del saldo delle partite correnti in questi mercati, vista la ripresa delle esportazioni verso la Cina e le economie occidentali che stanno proseguendo con le riaperture, insieme alle importazioni più deboli nei mercati emergenti.

Manteniamo un posizionamento top-down leggermente prudente nelle obbligazioni in valuta locale dato il recente rally. Detto questo, le curve dei rendimenti senza copertura rimangono ripide e i rendimenti nei mercati high yield sono particolarmente interessanti rispetto ai tassi dei principali mercati sviluppati: ciò li rende una preziosa opportunità di portafoglio per gli investitori a lungo termine a nostro avviso.

Andando nello specifico dei Paesi, in Cina i dati economici hanno continuato a tracciare un quadro di graduale miglioramento, sebbene la domanda esterna per le esportazioni del paese rimanga debole. All’interno della Cina, il settore dei servizi sta mostrando segnali positivi, sebbene rimanga un quadro contrastante. È incoraggiante che le transazioni sul mercato immobiliare siano aumentate. Inoltre, il renminbi ha beneficiato dell’indebolimento del dollaro USA, del miglioramento della bilancia commerciale e dei continui afflussi di capitali esteri. Per questi motivi, rimaniamo sovrappesati.

In Brasile il real ha sottoperformato le altre valute, data la debole risposta del paese alla pandemia, insieme a una crescita debole e una crisi politica in atto. I tagli ai tassi hanno anche ridotto l’attrattività del real per gli investitori stranieri. Rimaniamo sottopesati sulla valuta locale.

Il Messico è stato un altro paese che ha visto i prezzi delle asset class sotto pressione a causa della debole risposta alla pandemia e del rumore politico, con l’amministrazione che continua a seguire un percorso considerato ampiamente sfavorevole dal punto di vista delle imprese e dei mercati. Manteniamo la nostra posizione nelle obbligazioni di Pemex, la compagnia petrolifera statale, e una posizione tattica sul peso.

 

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