La qualità asiatica fa la differenza. La view di Aberdeen Standard Investments

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di Gianluigi Raimondi 28 Luglio 2020 | 19:00

Molti Paesi asiatici godono di una posizione più solida per riavviare le attività economiche rispetto a diverse economie occidentali. Grazie a valutazioni contenute, inoltre, le azioni di qualità a lungo termine appaiono interessanti“. Ecco di seguito la view del team Asian Equities di Aberdeen Standard Investments.

Distinguere vincitori e vinti

Per gli investitori è importante concentrarsi su due fattori nel secondo semestre dell’anno: quali società sono nelle condizioni di superare la tempesta del Covid-19 e quali contorni assumeranno gli utili societari una volta normalizzati.

In primo luogo, occorre operare una distinzione in base alla qualità, andando quindi a individuare società con bilanci solidi, bassi livelli di indebitamento e vantaggi competitivi sostenibili che operano in settori con prospettive di crescita strutturali. Le società con questo profilo tendono a essere più resilienti nelle fasi di rallentamento. Dato che il dissesto finanziario mette a repentaglio le società più deboli, sarà necessario valutare le opportunità a livello di singoli titoli. Investire in aziende di qualità resta il modo migliore per ridurre il rischio.

In secondo luogo, prevediamo che gli utili societari saranno ancora sotto pressione. Molte società hanno revocato o differito le distribuzioni di dividendi e ridotto la spesa in conto capitale. Le efficienze a livello operativo e di costi potrebbero diventare fattori discriminanti su cui concentrarsi.

Focus sui settori: opportunità tra i tecnologici, cautela sulle banche

Potrebbe essere inoltre opportuno tenere conto delle prospettive a livello settoriale. Le azioni legate ai beni di consumo discrezionali, quali automobili, prodotti al dettaglio, viaggi e turismo, sono state fortemente penalizzate. Tuttavia, con il progressivo allentamento delle misure di lockdown stiamo ravvisando timidi segnali di una ripresa della domanda in alcuni mercati.

Per quanto ci riguarda, continuiamo a prediligere il settore tecnologico, che tuttora beneficia di fattori di crescita strutturali, tra cui il cloud computing, i data centre, il G5 e l’interconnettività digitale. Siamo tuttavia consapevoli che il tema della tecnologia sta assumendo rilievo politico nella corsa alla Casa Bianca, basti pensare alle pressioni su Huawei e alle crescenti frizioni tra Stati Uniti e Cina.

Manteniamo un outlook negativo per quanto concerne il settore bancario, poiché subisce un’erosione dei margini a causa dei tagli sui tassi d’interesse e risente della pressione a sostenere clienti ed economia mediante la sospensione delle rate dei prestiti e pagamenti differiti degli interessi.

Pur essendovi alcuni rischi all’orizzonte, il mercato sembra tuttavia averli in larga parte scontati. Malgrado il recente rimbalzo, le valutazioni dell’azionario asiatico restano contenute. Dal momento che le valutazioni differiscono da un segmento all’altro, gli investitori dovrebbero guardare oltre le turbolenze di breve periodo per identificare le opportunità a lungo termine. Le prospettive migliori sono quelle dell’azionario asiatico di qualità con fondamentali solidi e la possibilità di trarre vantaggio dalla crescita strutturale della regione.

Tra le aree di interesse si annoverano i consumi di fascia elevata in segmenti quali sanità, gestione patrimoniale e assicurazioni, l’adozione di servizi tecnologici quali il cloud e l’introduzione del 5G e le crescenti esigenze della regione legate alle infrastrutture e all’urbanizzazione.

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