Banca Intermobiliare: “Cautela su Wall Street e sulle Borse europee”

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di Finanza Operativa 4 Gennaio 2017 | 15:30

A cura di Banca Intermobiliare

I mercati finanziari hanno approfittato del periodo festivo per consolidare le performance degli ultimi mesi dell’anno e, d’altra parte, una fase di assestamento era fisiologica considerata l’accelerazione che avevano subito alcuni movimenti dopo la vittoria di Trump alle Presidenziali americane.
Le ultime sedute dell’anno hanno quindi visto da un lato qualche presa di profitto sui comparti ciclici che avevano fortemente beneficiato della rotazione settoriale partita a fine estate, dall’altro un consolidamento dei rendimenti obbligazionari, con il decennale americano che è rientrato in prossimità della soglia 2.5%.

In linea con un “clima festivo” la volatilità del comparto azionario è stata abbastanza contenuta, con la sola esclusione di Piazza Affari, che continua ad essere fortemente dipendente dall’andamento del comparto bancario.
Nell’ultimo mese, complice anche un sentiment estremamente negativo ed un enorme posizionamento “short”, le banche hanno messo a segno un recupero significativo, sempre però in un contesto di volatilità elevata: d’altronde, gli ultimi sviluppi non hanno sicuramente contribuito a fornire punti di riferimento, anzi, semmai hanno accresciuto gli elementi di incertezza.

L’innalzamento della richiesta di capitale al Monte dei Paschi da parte della BCE dopo il fallimento della soluzione privata ha rappresentato l’ennesima conferma di come l’Organo di Vigilanza modifichi sistematicamente le sue richieste. Queste ultime vengono tarate sul caso specifico senza spiegazioni che contestualizzino le scelte operate (con il rischio di creare dei falsi benchmark) e comunque viene data l’impressione che l’asticella del grado di patrimonializzazione venga periodicamente spostata verso l’alto. Al riguardo è significativo come il Ministro dell’Economia e delle Finanze, Pier Carlo Padoan, si sia spazientito sottolineando che: “…sarebbe stato utile, non dico gentile, avere dalla Bce qualche informazione in più sui criteri con i quali si è arrivati a questa valutazione. Conoscere i criteri della valutazione della vigilanza è utile perché può dare indicazioni anche per gli altri istituti e per le altre Autorità. La spiegazione consentirebbe anche alle altre banche di capire il modo giusto di porsi quando si rivolgono alla Bce per un aumento di capitale, per fusioni e acquisizioni o in occasione di qualunque altra operazione che richiede la sua approvazione…”.

Per il momento la volatilità sul comparto bancario è destinata a restare elevata in quanto:

  • da un lato mancano i punti di riferimento sui parametri di patrimonializzazione, sui prezzi di cessione delle sofferenze e sulle tempistiche con le quali ci si deve adeguare alle richieste BCE, tutti elementi che possono spostare in misura molto rilevante le valutazioni;
  • dall’altro le valutazioni estremamente compresse in termini di multiplo sul Tangible Book Value favoriscono enormemente la volatilità (in entrambe le direzioni), assimilando i titoli bancari più a delle opzioni che non a delle azioni.

Spostandoci sullo scenario internazionale l’ultima settimana dell’anno ha visto un certo ritorno di interesse sull’azionario emergente.
Ricordiamo che su quest’ultimo comparto abbiamo recentemente alzato la nostra view: è vero che il Dollaro forte e tassi di interesse americani al rialzo sono una componente sfavorevole, così come lo potrebbero essere le politiche protezioniste di Trump, ma i fondamentali stanno mediamente migliorando, le valutazioni sono molto sacrificate (sia rispetto alle medie storiche che in rapporto agli altri mercati) ed anche il posizionamento degli investitori è abbastanza scarico.

Manteniamo una maggiore cautela su Wall Street e sulle Borse europee.

  • Sulla prima, per quanto sia migliorato il momentum sugli utili, le valutazioni restano impegnative e nelle settimane successive all’elezione di Trump è cresciuto fortemente il posizionamento.
  • Sul fronte delle Borse europee, i recenti dati macro (vedi gli indici PMI) hanno fornito segnali di miglioramento, ma continua a pesare l’incertezza sul fronte politico in vista dei delicati appuntamenti del 2017, elezioni francesi in primis.

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