L’importanza del fattore “phi” sul business e sulle performance

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di Finanza Operativa 14 Marzo 2017 | 18:30

Una nuova ricerca del Centro per la Ricerca Applicata, il think-tank indipendente di State Street, e l’Istituto CFA, ha identificato una nuovo e potente parametro di analisi dei business – chiamato “phi” – che potrebbe avere un sostanziale impatto positivo sulle performance organizzative, la soddisfazione del cliente e il coinvolgimento dei dipendenti nelle società d’investimento di tutta l’area EMEA.

Il rapporto, intitolato “Alla scoperta di phi: la motivazione come variabile nascosta della performance“, illustra come phi mostri fino a che punto gli obiettivi, le abitudini e gli incentivi siano in linea con gli obiettivi e i valori della persona, dell’organizzazione e del cliente. Pertanto phi ha un legame statisticamente significativo e positivo con le misure di performance che sono in grado di sostenere il settore e garantire la soddisfazione del cliente nel lungo termine.

Secondo la ricerca, l’aumento di un punto di phi equivale al 28% in più di probabilità di performance organizzative eccellenti, il 55% in più di probabilità di eccellente soddisfazione del cliente e il 57% in più di probabilità di massimo coinvolgimento dei dipendenti. Il rapporto rivela inoltre che, mentre la maggior parte (73%) dei professionisti degli investimenti nella regione EMEA ha riportato buone o ottime prestazioni nel lungo termine e il 78% dichiara una buona o eccellente soddisfazione del cliente, nove su dieci riferiscono un certo livello di demotivazione nell’ambito del loro ruolo attuale.

Inoltre, due quinti degli intervistati dell’area EMEA (41%) è concorde nel sostenere che agire nel migliore interesse dei propri clienti richiede l’assunzione di un certo grado di “rischio di carriera”, come ad esempio, la paura di perdere la propria posizione; mentre più della metà (56%) dichiara di sperimentare pressioni a breve termine dal board, dal management team o dai consulenti. Oltre un terzo degli intervistati (34%) ritiene che i propri responsabili parlino con i dipendenti di valori e convinzioni importanti, e il 27% pensa che dedichino del tempo a insegnare e aiutare i dipendenti.

Il Centro per la Ricerca Applicata di State Street e il CFA Institute sostengono che, per avere successo in un ambiente sempre più competitivo, il settore degli investimenti e i suoi professionisti nell’area EMEA devono allontanarsi da un modello culturale basato sulle performance per avvicinarsi a uno basato sugli obiettivi, che sia in grado di garantire in modo più efficace la soddisfazione degli obiettivi di lungo termine dei clienti.

Mimmi Kheddache Jendeby, senior research analyst del Centro per la Ricerca Applicata di State Street, ha dichiarato: “Attualmente la performance degli investimenti non riguarda solo l’alfa. Il settore degli investimenti deve far fronte a sfide considerevoli, pertanto riteniamo che la costruzione di una cultura e di un ambiente con obiettivi, abitudini e incentivi condivisi, possa dare alle organizzazioni un vantaggio competitivo sostenibile che andrà a beneficio di clienti e fornitori”.

Rebecca Fender, CFA, responsabile dell’iniziativa Future of Finance dell’Istituto CFA, ha aggiunto: “La ricerca mostra che il motivo per cui si investe ha in realtà un impatto su come si investe. Quando manca un obiettivo cliente-centrico nel guidare l’orientamento ai mercati, l’allineamento degli interessi e delle motivazioni subisce una distorsione. Siamo convinti che puntando su phi i professionisti del settore degli investimenti e le loro società potranno migliorare i risultati per gli investitori e creare una maggiore fiducia nel settore nel suo complesso”.

Gli obiettivi generano risultati

  • Secondo i risultati della ricerca, massimizzare phi tra gli investment manager, le società di gestione degli investimenti e i loro clienti potrebbe essere uno dei modi più efficaci per creare valore e fiducia nel settore. La buona notizia per il settore degli investimenti è che il 57% dei professionisti degli investimenti nell’area EMEA ha intrapreso una carriera nella gestione degli investimenti perché appassionato di mercati finanziari.
  • Nonostante la passione, si rileva un distacco rispetto all’obiettivo. Solo il 15% degli intervistati dell’area EMEA ha dichiarato di rimanere nel settore della gestione degli investimenti per aiutare i propri clienti a raggiungere gli obiettivi finanziari, e solo il 6% per contribuire alla crescita economica.

“La ricerca mostra chiaramente che phi è una variabile importante, che può essere utilizzata per ricalibrare il comportamento dei professionisti degli investimenti e che la leadership svolge un ruolo fondamentale”, ha continuato Kheddache Jendeby. “Instillando phi, si può andare ben al di là del miglioramento dei propri risultati finanziari e mettere al primo posto gli interessi dei propri clienti. Quando questo si verifica, si possono aumentare le prestazioni a livello organizzativo, così come guadagnare la fiducia e la fedeltà dei propri clienti e dipendenti. Per un settore ossessionato dai risultati, crediamo che questa sia una scoperta estremamente interessante”.

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