Proroga di due anni per la riforma dell’Euribor

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Avatar di Daniele Tortoriello 28 Febbraio 2019 | 10:55

Entrerà in vigore nel 2022 la Benchmark Regulation (Bmr), la riforma degli indici di riferimento. Tale riforma coinvolge anche i tassi Euribor, tassi ai quali sono parametrati gli interessi dei mutui a tasso variabile, per cui sono coinvolte migliaia di famiglie italiane.

Le banche avranno pertanto due anni in più per rivedere i propri prodotti ai nuovi tassi di riferimento, tassi ancora in lavorazione da l’European money markets institute. La proroga viene in aiuto a intermediari e mercati finanziari: all’Euribor e all’Eonia sono ancora indicizzati prestiti per un valore di quasi 3.000 miliardi di euro e titoli obbligazionari, tra statali e corporate (banche comprese) per altri 360 miliardi di euro.

La Bmr, Regolamento (UE) 2016/1011 del Parlamento europeo e del Consiglio, dell’8 giugno 2016, sugli indici usati come indici di riferimento negli strumenti finanziari e nei contratti finanziari o per misurare la performance di fondi di investimento, ha introdotto uno schema comunitario volto ad assicurare l’accuratezza e l’integrità degli indicatori finanziari utilizzati come benchmarks. Il legislatore europeo evidenzia due requisiti di un indicatore di riferimento: un requisito oggettivo rappresentato dal benchmark stesso e dai suoi elementi costitutivi e un requisito soggettivo, riguardante i doveri istituzionali degli attori coinvolti nel processo di definizione, gestione e utilizzo del benchmark.

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