Le prospettive per il mercato azionario europeo secondo Columbia Threadneedle

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Avatar di Gianluigi Raimondi 1 Agosto 2019 | 12:30

Di Frédéric Jeanmaire, European Equities Portfolio Manager di Columbia Threadneedle Inv.

L’Europa è stata colpita da un rallentamento della crescita globale che a sua volta ha ridotto le aspettative di crescita europee, nel Regno Unito (in relazione alla Brexit) ma anche in Germania. I livelli di crescita ribassati sembrano ora realistici e le delusioni si sono riflesse in una performance relativa più bassa (in particolare rispetto agli Stati Uniti).

Anche la situazione politica ha destato qualche preoccupazione, dalla mancanza di risultati chiari sulla Brexit alle relazioni instabili tra Roma e Bruxelles.  Anche in questo caso, riteniamo che questo clima si possa riflettere in valutazioni interessanti e, nei nostri portafogli deteniamo pochi titoli che sono direttamente influenzabili da queste dinamiche potenzialmente problematiche.

Nel breve termine, i tassi d’interesse negli Stati Uniti stanno nuovamente scendendo e l’approccio più probabile è quello di rimanere accomodanti in tutti i principali mercati. Resta da vedere se questo poi potrà anche stimolare una crescita del PIL a livello globale.

A oggi, nei nostri fondi investiamo con un orientamento alla crescita qualitativa, privilegiando imprese caratterizzate da business a crescita secolare che dovrebbero scambiare a premio proprio nei momenti di poca crescita generale.

Nel mese di giugno abbiamo aperto una nuova posizione in Air Liquide, lo specialista dei gas industriali che opera in un mercato concentrato e beneficia di contratti a lungo termine. Tra i titoli che hanno performato meglio si segnalano Sika (società chimica) e LVMH (beni di lusso), entrambi in crescita e in anticipo rispetto agli annunci dei risultati trimestrali, due titoli che hanno beneficiato dell’interesse degli investitori sui titoli ciclici. Campari ha sottoperformato, in quanto gli investitori si sono allontanati da questo titolo relativamente difensivo. Christian Hansen è stato un altro “ritardatario”; le azioni della società di culture ed enzimi sono crollate dai massimi visti negli ultimi anni.

I nostri portafogli sono quindi sovrappesati nel settore industriale e dei beni di lusso e sottopesati nel settore finanziario poiché stanno soffrendo a causa di eccesso di risorse e di prospettive macroeconomiche sfavorevoli (bassa crescita, bassa inflazione e bassi tassi d’interesse).

Il calo della crescita del PIL, in generale, ci spinge costantemente a ricercare settori e aziende in grado di crescere nelle loro nicchie di mercato.

Tuttavia, la generale mancanza di crescita (prevediamo una crescita del 5% di EPS per l’Europa quest’anno, nel migliore dei casi) significa che i titoli “bond proxy” e i titoli a crescita reale hanno ottenuto una forte rivalutazione. Allo stesso modo, le aree di mercato più deboli ed economicamente più sensibili rimangono poco interessanti e con multipli bassi. La differenza tra questi due gruppi di titoli è molto consistente, anzi, non è mai stata così consistente come ora.

Pertanto, la sfida si articola su vari livelli:

  • essere metodici nella selezione e valutazione dei titoli in portafoglio
  • individuare i prossimi titoli di qualità e con buone propositive di crescita fra quelli che non sono ancora stati valorizzati e rivalutati dal mercato
  • identificare quei titoli di qualità, fra quelli ciclici, che sono stati eccessivamente puniti dal mercato e che possono riottenere, quindi, un valore interessante.

Rispetto ai titoli statunitensi le azioni europee sono sostenute da una redditività incoraggiante, da una crescita economica in rallentamento, ma ancora positiva e da valutazioni interessanti. La volatilità dei mercati osservata negli ultimi mesi offre interessanti opportunità di investimento.

Ci vorrà del tempo prima che i pieni effetti della Brexit diventino chiari; lo stesso vale per la situazione politica italiana, dove si sono viste delle criticità con Bruxelles sul vincolo di bilancio. Altri rischi sono rappresentati sicuramente dalle tensioni con la Russia, la minaccia di una guerra commerciale globale e una crescita mondiale più lenta, mentre l’economia cinese rallenta e gli Stati Uniti si avvicinano alla fine del ciclo economico.

Nella gestione del nostro portafoglio selezioniamo titoli sulla base di considerazioni macroeconomiche e tematiche. Privilegiamo le aziende che hanno un vantaggio competitivo e un potere di determinazione dei prezzi generato da brand forti, processi produttivi brevettati, barriere normative all’ingresso e posizioni dominanti di mercato.

Nei primi sei mesi dell’anno, il fondo ha superato il benchmark su base lorda, sostenuto da una accurata e positiva selezione azionaria. Anche il posizionamento settoriale ha apportato sicuramente un buon valore aggiunto, in particolare per quanto riguarda la posizione di sovrappeso nel settore industriale.

Tra i titoli che hanno performato meglio, come detto prima, segnaliamo Sika (specialità chimiche), che è cresciuta ancora prima dell’annuncio dei risultati trimestrali, e ha beneficiato dell’interesse degli investitori nei titoli ciclici.

Hanno contribuito positivamente anche le tower company (ad esempio Cellnex, che abbiamo ridotto a seguito della forte performance) e, fra i titoli a larga capitalizzazione, segnaliamo adidas e LVMH.

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