Poma (Nomisma): “Italia, un Paese abituato a non crescere”

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di Gianluigi Raimondi 1 Agosto 2019 | 14:00

“La stima preliminare del Pil elaborata dall’Istat dichiara un paese che non cresce nel secondo trimestre del 2019. Niente di nuovo. In fondo, la crescita dello 0,1 del primo trimestre 2019 sopraggiungeva a seguito di un calo del -0,1 del trimestre precedente: di fatto la crescita registrata era già nulla. Dal secondo trimestre del 2018 il PIL non si è mosso. La questione non si gioca sul numero dopo la virgola: che la crescita sia del +0,2 o del -0,1 non cambia di molto la sostanza dei fatti. Da anni questo paese non cresce come dovrebbe” sottolinea Lucio Poma, responsabile scientifico industria e innovazione di Nomisma, commento la stima preliminare ISTAT del PIL nel secondo trimestre del 2019, pubblicata oggi.

“Siamo l’ottava economia mondiale e una delle più importanti economie manifatturiere del globo. Con queste qualità un paese normale dovrebbe ambire a una crescita almeno del 2 per cento ogni anno. Invece ci siamo abituati a languire, a dare per scontato una “non-crescita” del paese e a festeggiare come miracolosa la crescita del 1,6% del 2017, miopi al confronto di una Germania che ha registrato il 2,5 e con il 2,4 dell’Area Euro. Sono pressanti e cruciali le questioni strutturali, di politica industriale, che devo essere urgentemente affrontate. Ne portiamo all’attenzione due. La prima è la necessità di una ristrutturazione dell’intera catena del valore della manifattura, soprattutto alla luce delle potenzialità offerte da Industria 4.0. La seconda, è il ruolo dello Stato come attore chiave, di fronte a scelte e indirizzi di politica economica e industriale in contesto di globalizzazione a più polarizzazioni, scenario in cui gli accordi tra paesi giocano un ruolo sempre più determinante” conclude Poma.

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