Fed: cosa è successo e cosa ci aspetta

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di Gianluigi Raimondi 1 Agosto 2019 | 17:30

A cura di Esty Dwek, Head of Global Market Strategy Dynamic Solutions, Natixis IM

Cosa è successo

Come ampiamente previsto – e già prezzato – la Federal Reserve ha tagliato ieri il tasso di interesse di 25 punti base, per la prima volta dal 2008.
Powell ha indicato come ci sia margine per ulteriori tagli quest’anno come una sorta di assicurazione contro i rischi di ribasso. Tuttavia Powell ha anche sottolineato che la decisione di ieri non è da interpretare come l’inizio di un ciclo completo di alleggerimento quantitativo;
La Fed ha anche annunciato che porrà fine al quantitative tightening, come previsto, anche se oggi, due mesi prima del previsto, ha interrotto la politica di riduzione del proprio bilancio;
I mercati hanno fatto fatica ad adeguarsi al “wording” di Powell tra tagli difensivi e una crescita economica statunitense ancora florida, interpretando i commenti come meno accomodanti del previsto, con l’indice S&P500 in ribasso, i rendimenti a 2 anni statunitensi in crescita e il rafforzamento del dollaro. Anche gli asset degli Emergenti e l’oro hanno sofferto.

Cosa ci aspetta

La decisione era ampiamente in linea con le nostre aspettative e riteniamo che un secondo taglio sia probabile tra settembre e dicembre, poiché l’inflazione rimane contenuta, le incertezze legate alle politiche commerciali persistono, come i rischi relativI a una frenata della crescita. Tuttavia, non pensavamo e non crediamo che l’economia statunitense abbia bisogno di un ciclo completo di alleggerimento.
Riteniamo che il mercato stia già prezzando troppi tagli e adeguerà le aspettative nei prossimi mesi, come abbiamo visto in una certa misura ieri sera. Tuttavia, con una BCE molto dovish che spinge al ribasso i rendimenti del Bund e di altri governativi europei, il rischio di un forte sostegno rimane a nostro avviso relativamente limitato.
Avendo citato i rischi di ribasso, la Fed continuerà probabilmente a seguire gli indicatori dell’inflazione core, gli sviluppi sulle politiche commerciali e la crescita in altre aree come l’UE, in rallentamento nel secondo trimestre.

Le conseguenze per gli investimenti

Con il mercato che prezza più tagli di quanto a nostro avviso la FED farà, è probabile che nei prossimi mesi assisteremo a qualche aggiustamento dei mercati obbligazionari. Riteniamo tuttavia relativamente improbabile un forte sostegno dei rendimenti. Manteniamo quindi una certa esposizione core come forma di protezione in portafoglio, ma continuiamo comunque a preferire, nel complesso, duration più brevi.
Manteniamo la nostra view costruttiva sui mercati azionari, anche se riteniamo che per assistere a una nuova fase di crescita sarà necessario un discreto incremento degli utili. Nonostante ciò, ci aspettiamo volatilità relativamente al commercio, ai dati sull’inflazione, a Brexit e altro ancora
Conserviamo la nostra esposizione agli asset di rischio, continuando a credere sia ancora troppo presto per eliminare la dose di rischio, ma troppo tardi per diventare eccessivamente aggressivi.

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