Settore finanziario in gran forma anche in un mondo di tassi bassi

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Avatar di Gianluigi Raimondi 2 Agosto 2019 | 17:30

Gli investitori tendono ad allontanarsi dai titoli finanziari quando il ciclo dei tassi di interesse raggiunge il suo picco. Alla luce delle attese unanimi da parte del mercato sul fatto che la Federal Reserve riducesse i tassi in occasione dell’ultima riunione della Fed, Guy de Blonay, gestore del fondo Financial Innovation di Jupiter AM, ritiene che le aspettative sul peggioramento del settore finanziario in un contesto di tassi bassi siano troppo semplicistiche. Le banche americane sono in ottima salute, e tassi d’interesse bassi potrebbero comunque offrire un ulteriore impulso ad un settore in piena espansione come quello dell’innovazione finanziaria.

Le banche centrali sono diventate sempre più “colombe” quest’anno, in un contesto di rallentamento della crescita economica globale. Ieri la Fed ha deciso di tagliare i tassi e i rendimenti negativi stanno diventando una caratteristica preoccupante del mercato europeo dei titoli di Stato. Se da un lato la situazione dei tassi non promette bene per la redditività delle banche, il settore finanziario globale è una realtà molto diversificata che continua a offrire opportunità interessanti, non solo nonostante i tassi di interesse, ma proprio grazie ad essi.

È importante rendersi conto che l’universo globale degli investimenti finanziari si estende ben oltre il settore bancario, comprendendo anche un’ampia gamma di ulteriori segmenti, tra cui assicurazioni, piattaforme di scambio e pagamento, nonché società che supportano il settore dei servizi finanziari come quelle che si occupano di cybersecurity e di analisi dei dati. Questi comparti rispondono spesso in modo diverso a condizioni economiche diverse e hanno quindi in genere una bassa correlazione tra loro.

Un diamante allo stato grezzo

In netto contrasto con il settore bancario europeo, che deve far fronte a persistenti difficoltà economiche, le banche statunitensi sono in buona salute. Annunciati il 27 giugno scorso, i risultati degli stress test della Fed hanno ampiamente superato le aspettative, aprendo la strada a riacquisti di azioni e dividendi per un valore di 136 miliardi di dollari, circa il 10% della capitalizzazione di mercato combinata di tali banche. Questi test hanno incluso 12 banche nazionali e sei filiali di banche estere.

JPMorgan e Citigroup – due posizioni da lungo tempo parte della nostra strategia – si sono impegnate ad aumentare i dividendi e a riacquistare azioni proprie dopo l’annuncio della Fed. JPM sta cercando di aumentare il suo dividend yield del 12% e di riacquistare 29 miliardi di dollari di azioni proprie entro giugno del prossimo anno. I dividendi di Citigroup, nel frattempo, aumenteranno di circa l’11% e la società prevede di riacquistare 21,5 miliardi di dollari in azioni proprie, pari a circa il 10% della sua capitalizzazione di mercato (al 30 giugno 2019).

Non c’è dubbio che la riduzione dei tassi d’interesse frenerà la redditività; le valutazioni modeste di quest’anno riflettono già la compressione attesa dei margini d’interesse netti. Vi sono tuttavia altri motivi per essere piuttosto ottimisti riguardo alle banche statunitensi.

Il fatto che queste organizzazioni possano restituire così tanto capitale agli investitori riflette la forza di fondo delle loro posizioni patrimoniali. I coefficienti patrimoniali Common Equity Tier 1 sono più che raddoppiati negli ultimi 10 anni a partire dalla crisi del credito e ora superano ampiamente le stime della Fed per quanto riguarda i coefficienti minimi necessari a fronteggiare uno “scenario fortemente avverso”.  Di conseguenza, queste banche si trovano in una buona posizione per continuare a premiare gli azionisti anche in un contesto economico più difficile.

Inoltre, il principale ostacolo per i margini di interesse netti è l’appiattimento della curva dei rendimenti, piuttosto che di per sé il livello basso dei tassi. Come ha recentemente rilevato un articolo del Financial Times, un taglio dei tassi all’estremità iniziale della curva combinato con una risoluzione positiva della guerra commerciale USA-Cina potrebbe aiutare a normalizzare la curva a beneficio del settore bancario.

Per questo motivo riteniamo prudente mantenere l’esposizione a JPMorgan e Citigroup, non soltanto per il miglioramento delle loro posizioni patrimoniali: le due banche stanno anche accogliendo con entusiasmo i profondi cambiamenti strutturali che stanno avvenendo nel settore finanziario.

Opportunità nell’innovazione

A sorpresa, i beneficiari di questo contesto di tassi bassi saranno probabilmente gli operatori nel campo dell’innovazione: le istituzioni finanziarie che vogliono investire ed innovarsi e quegli attori che sono all’avanguardia nel cambiamento e lo rendono possibile, operando in settori diversi come i pagamenti elettronici e la sicurezza informatica. I tassi d’interesse bassi hanno quindi il potenziale per accelerare il trend di crescita strutturale a lungo termine registrato nel settore dei servizi finanziari a livello globale negli ultimi anni.

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