Ecco come le società innovative schiacciano i competitor

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Avatar di Gianluigi Raimondi 5 Agosto 2019 | 12:00

Viviamo in un mondo dove il cambiamento avviene a ritmi serrati. “La disruption è onnipresente, esacerbata dai bassi tassi di interesse e dal credito a buon mercato. Spesso ha una dinamica per cui “i vincitori si prendono tutto”, nel senso che chi si muove in anticipo riesce ad accaparrarsi le maggiori fette di mercato. Può anche essere veloce in modo esplosivo, soprattutto laddove l’innovazione si somma alla domanda entusiastica da parte dei consumatori, spianando la strada a prodotti blockbuster che trasformano il mercato esistente. I vecchi modelli di business possono essere spazzati via dai nuovi arrivati che possono competere meglio sia sui costi che sulla qualità. Contemporaneamente, il tempo necessario per trasformare un’idea nascente in un business stabile si è ridotto di molto, rendendo difficile per business già esistenti reagire ed adattarsi”. Ad affermarlo è David Eiswert, gestore del fondo T. Rowe Price Funds Sicav – Global Focused Growth, di T. Rowe Price, che di seguito dettaglia la propria

Per gli investitori, comprendere l’impatto economico e di mercato di questi cambiamenti è un imperativo. Ed è ancora più cruciale a livello di singoli titoli, in quanto il differenziale di rendimento tra i nomi dalla parte giusta di queste dinamiche e quelli dalla parte sbagliata è stato e continuerà ad essere notevole.

Innovazione e monopoli naturali creano esiti divergenti

Le dinamiche della disruption creano esiti divergenti in molte industrie e spesso a spese dei competitor già presenti. Tra di essi, le attività tradizionali di vendita al dettaglio, le società tradizionali di media e le società di beni di consumo i cui prodotti stanno perdendo i vantaggi attribuibili a monopoli di brand di lunga data.

I provider esistenti di questi beni hanno sofferto in quanto il modello che un tempo stabiliva come erano messi sul mercato e venduti è cambiato. Mentre l’e-commerce ha uno spazio infinito, i metodi tradizionali di distribuzione hanno un margine limitato agli scaffali dei supermercati. Anche le abitudini in termini di pubblicità e consumi sono cambiate. Le tecniche dell’advertising televisivo e stampato stanno perdendo terreno a favore di attività promozionali moderne su Instagram o YouTube, che consentono anche acquisti immediati con consegna il giorno successivo.

Intanto, l’innovazione nello streaming e nell’home entertainment ha fatto sì che i servizi on-demand sfidassero le tradizionali compagnie televisive via cavo, sia nell’offerta che nella produzione di contenuti. Qui come non mai, i vincitori della disruption hanno stravinto, mentre i vinti hanno sofferto molto.

Tutto ciò è stato esacerbato dall’ammontare di liquidità e l’accesso al credito in un contesto di bassa crescita e bassi tassi di interesse. Gli investitori si sono accollati credito in eccesso e, a caccia di rendimenti, hanno immesso ancora più denaro in queste società disruptive e innovative.

Disparità notevoli a livello regionale

A giocare un ruolo importante sono stati anche i fattori regionali. Le politiche pubbliche, le condizioni monetarie e le dinamiche dell’industria hanno contribuito a concentrare molti dei vincitori della rivoluzione tecnologica negli Stati Uniti e in Cina, a spese di altri player più lenti in regioni come l’Europa.

La Figura 1 mostra quanto sia rimasta indietro l’Europa, a dimostrazione della mancata partecipazione nello sviluppo di campioni “nazionali/regionali” nei nuovi settori tecnologici. Perché è emersa questa disparità? Perché molte innovazioni hanno favorito i first-mover, che hanno acquisito vantaggi competitivi che creano monopoli di portata globale, nonché un notevole potere finanziario ed economico.

USA e Cina hanno dominato il vantaggio dei first mover

Molte innovazioni rivoluzionarie sono state concentrate in specifiche aree degli Stati Uniti e della Cina. La Silicon Valley (e Seattle) ha generato oltre 4.000 miliardi di dollari di capitalizzazione del mercato solo tramite 5 società e piattaforme tecnologiche – Microsoft, Amazon, Apple, Alphabet e Facebook. Questa crescita incredibile è stata raggiunta grazie alla portata globale di queste società e agli investimenti in innovazione.

Anche la Cina ha tratto enormi benefici da questo fenomeno, grazie ai campioni locali della disruption. La decisione del Paese di escludere le piattaforme web straniere (Google è bloccato dal 2010) ha contribuito a far crescere i provider nazionali. Inoltre questi campioni di internet hanno colto l’opportunità di scavalcare il percorso di evoluzione compiuto dai loro competitor USA, adottando gli elementi migliori della rivoluzione tecnologica e portandoli su nuovi livelli.

Alibaba, il provider di maggiore successo in Cina, ha aggregato molte innovazioni chiave basate sul web. Di fatto comprende PayPal, Amazon, Amazon AWS, Facebook, YouTube, Instagram e Google, il tutto in un’unica società. L’Europa, al contrario, ha dovuto fare i conti con politiche divise, una regolamentazione aperta di internet, l’assenza di finanziamenti di private equity e mancanza di innovazione domestica. Per questo non ci sono stati campioni tecnologici locali, come sottolineato dal fatto che l’attuale peso della tecnologia disruptive è di circa il 5% nell’MSCI Europe Index, mentre in Cina è di quasi il 40% e negli Usa intorno al 33% (dati al 31.03.2019).

Massima allerta sui cambiamenti di domani

Comprendere i fattori che indirizzano il cambiamento, identificando i vincitori e i vinti, capendo quando esporsi in modo significativo e stabilendo quando i rischi superano i potenziali benefici è una sfida complessa. Tuttavia, l’arte dello stock picking consiste proprio nell’ottenere insight sul cambiamento e nell’avere un grado di immaginazione tale da capire cosa esso può comportare per una società o un’industria. Trovarsi dal lato giusto del cambiamento non è mai stato così importante, soprattutto vista la dispersione degli esiti tra vincitori e vinti.

La disruption non ha confini, quindi avere una prospettiva globale è la cosa migliore. Talvolta sono necessarie scelte difficili, ma è qui che entrano in gioco capacità, esperienza e conoscenza profonda delle opportunità di rendimento del futuro.

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