Crisi di governo, il calendario delle scadenze per l’Italia

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Avatar di Stefano Fossati 12 Agosto 2019 | 12:30

La crisi di governo è stata ufficialmente aperta da Matteo Salvini. Ciò che appare al momento tutt’altro che certo è la tempistica, anche se è lecito ipotizzare elezioni anticipate fra metà ottobre e metà novembre. Un’ipotesi che potrebbe comportare conseguenze importanti sul piano fiscale e sui rapporti dell’Italia con l’Unione Europea.

In un report, gli analisti di Nomura Chiara Zangarelli e George Buckley sottolineano come, a prescindere dalla crisi di governo, vi sia una serie di scadenze da rispettare che renderebbero complicato l’intero processo di indizione delle elezioni politiche in autunno:
– 26 agosto: l’Italia dovrà presentare il suo candidato per la Commissione europea. Salvini ha già presentato una lista di nomi al presidente del Consiglio, Conte;
– 27 settembre: il governo dovrà presentare in Parlamento un aggiornamento del Documento di economia e finanza (NaDef);
– 15 ottobre: il governo dovrà presentare alla Commissione europea il Documento Programmatico di Bilancio;
– 27 ottobre: elezioni regionali in Umbria, seguite da quelle in Calabria ed Emilia Romagna;
30 novembre: Bruxelles dovrà esprimere il suo parere sul Documento Programmatico di Bilancio.

Se il premier Conte dovesse dimettersi, il Presidente della Repubblica, Mattarella, potrebbe accettare le dimissioni o rinviarle al Parlamento perché le voti a scrutinio segreto. Dopo avere ufficialmente accettato le dimissioni di Conte, Mattarella potrà sondare la possibilità di formare una nuova maggioranza di governo; se questo non fosse possibile (come appare alquanto probabile), il Presidente della Repubblica potrà ufficialmente sciogliere le Camere e indire nuove elezioni, da tenersi da 40 a 70 giorni dpoo lo scioglimento delle Camere.

In questa situazione, un’importante incognita è rappresentata da chi metterà a punto la legge di bilancio 2020, magari cercando di evitare l’aumento dell’Iva previsto per l’inizio del prossimo anno, aumento che i due attuali partiti di governo (M5s e Lega) hanno sempre dichiarato di voler scongiurare. Tuttavia, anche nell’ipotesi della formazione immediata di un nuovo governo dopo eventuali elezioni autunnali, questo potrebbe non avere il tempo per operare in questa direzione, evidenziano gli analisti di Nomura, data la difficoltà di reperire risorse alternative in grado di consentire un rinvio dell’innalzamento dell’imposta, stante un debito pubblico pari a 23 miliardi di euro.

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