La BoJ valuta un allentamento monetario, nonostante i dati sul Pil

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di Stefano Fossati 12 Agosto 2019 | 15:30

Il Pil del Giappone ha rallentato allo 0,4% nel secondo trimestre, pur battendo le aspettative per una frenata ancora più brusca. Nonostante la crescita nel complesso sia diminuita, dallo spaccato del dato emergono dei miglioramenti nel periodo.

Lo sottolinea Piya Sachdeva, Economista di Schroders, osservando come la domanda domestica sia migliorata, contribuendo per 0,7 punti percentuali alla crescita (rispetto a 0,1 punti percentuali nel trimestre precedente). I driver principali della domanda domestica – consumi delle famiglie e capex privati – sono entrambi rimbalzati nel periodo, contribuendo rispettivamente per 0,3 e 0,2 punti percentuali. Anche la spesa governativa ha aiutato a dare impulso alla crescita.

Allo stesso tempo le esportazioni nette hanno frenato l’espansione di 0,3 punti percentuali. Le importazioni sono migliorate, in linea con la domanda domestica più solida, ma le sole esportazioni sono diminuite.

La domanda domestica più solida rappresenta un dato incoraggiante in una fase in cui gli investitori si interrogano sulla capacità dell’economia giapponese di far fronte all’imminente rialzo dell’Iva. Il report macroeconomico sarà ben accolto dal governo nipponico, che sembra determinato nel procedere con l’incremento dell’imposta sui consumi a ottobre.

La Bank of Japan probabilmente tirerà un lieve sospiro di sollievo in scia alla lettura dei dati, ma ciò non cambia quelle che sono le due preoccupazioni principali della banca centrale: i rischi al ribasso per l’outlook esterno e l’apprezzamento della valuta. Dato che entrambi questi fattori sono peggiorati nelle ultime settimane, secondo Sachdeva la BoJ continuerà seriamente a esaminare gli strumenti in suo possesso per un allentamento della politica monetaria.

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