Il nuovo governo potrebbe aiutare la ripresa dell’immobiliare secondo Ubs

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di Stefano Fossati 5 Settembre 2019 | 10:00

A cura di Matteo Ramenghi, Cio di Ubs Gwm Italia

L’elenco dei ministri conferma l’equilibrio tra M5s-Pd e la natura pro-Ue del governo. Dal punto di vista fiscale, il programma governativo concordato dalle due forze politiche è incentrato sull’evitare l’aumento dell’Iva di 3 punti percentuali, ridurre le tasse sui lavori a basso reddito, introdurre uno stipendio minimo. È possibile che venga introdotta una qualche forma di ridistribuzione.

Al di fuori della politica fiscale, l’attenzione è rivolta al miglioramento della sostenibilità ambientale: questo può fornire supporto al settore delle costruzioni. L’immigrazione è menzionata nel programma come un’area in cui si troverà un migliore coordinamento con l’Ue, non così facile da attuare.

Il prossimo ostacolo è il voto di fiducia, come sempre in Italia il Senato è complicato ma a questo punto le probabilità sono molto a favore di un secondo governo di Conte.

I titoli di stato italiani (Btp) e la borsa hanno reagito positivamente alle prospettive di un governo M5s-Pd. In effetti, alcune politiche fiscali aggressive e un atteggiamento conflittuale nei confronti dell’Ue hanno spinto molti investitori a uscire dal mercato italiano nell’ultimo anno e sembra che ora stiano tornando; quindi la reazione positiva potrebbe continuare (i titoli di Stato italiani continuano a produrre circa 80 punti base in più rispetto a Spagna/Portogallo, dopo tutto).

Al di fuori dei mercati quotati, tra i principali Paesi l’Italia ha mostrato di gran lunga il peggior mercato immobiliare in Europa. Con il collasso dei rendimenti del Btp e un rischio politico in riduzione, potrebbe esserci un buon supporto.

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