Bce pronta ad agire, ma come? Le reazioni dell’Euro/Dollaro

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Avatar di Gianluigi Raimondi 5 Settembre 2019 | 12:00

Mancano sette giorni alla riunione della Banca Centrale Europea, che questa volta sarà chiamata ad agire per non deludere le aspettative di mercato, alimentate nelle conferenze stampa precedenti del Presidente Draghi.

Di recente sono emerse indiscrezioni su quale tipo di azioni siano a disposizione dell’istituto e in sede di valutazione come pacchetto di stimoli: in prima battuta un taglio dei tassi sui depositi (ora al -0,4%) che avrà come effetto l’ampliamento del paniere di titoli acquistabili nell’ambito del quantitative easing (che gli incassi dei titoli obbligazionari che arrivano a scadenza vengono reinvestiti).

E per non violare il vincolo di mandato di non “finanziare gli stati membri”, la Banca Centrale ha imposto che gli acquisti di nuovi titoli non possono essere fatti se il rendimento offerto risulta inferiore al tasso sui depositi; non un problema per situazioni come quella dell’Italia, ma indispensabile per la Germania il cui decennale offre il -0,65%.

Per compensare l’effetto negativo di un nuovo ritocco al ribasso dei tassi sulla profittabilità delle banche, sono al vaglio misure specifiche, in quanto l’andamento positivo del settore è imprescindibile per mantenere l’accesso al credito del settore privato. Tra le misure in via di considerazione si annovera anche la possibilità di incrementare gli acquisti nell’ambito del QE, indubbiamente la misura che avrebbe maggior risalto agli occhi dei mercati ma ancora in discussione.

Infatti risulta attualmente improbabile un’azione già la prossima settimana, potrebbe però essere accennata questa eventualità aprendo una discussione nel comitato direttivo della BCE, in vista di un possibile intervento a fine anno o inizio 2020, se fosse ritenuto necessario per la mancanza di una ripresa di economia ed inflazione.

I mercati, comunque, si attendono qualche tipo di intervento, in quando il Presidente Draghi nelle precedenti uscite aveva anticipato un intervento in caso di una mancata ripresa dell’Eurozona e le evoluzioni recenti vanno in questa direzione, in considerazione sia di dati macroeconomici in peggioramento (PIL tedesco in contrazione) che delle incognite all’orizzonte (Brexit e dazi USA).

I movimento dell’Euro/Dollaro

In questo scenario, nel frattempo, riconosciuta la parte bassa del canale ribassista in essere dai massimi di luglio, le quotazioni del cambio eur/usd avviano primi recuperi riportandosi a ridosso del supporto posto a 1,1000. Detto movimento viene accompagnato dall’ingresso degli indicatori di momentum nell’area di ipervenduto che potrebbe favorire l’avvio di una pausa all’apprezzamento del dollaro. Le attese, pertanto, restano favorevoli alla continuazione del movimento di recupero capaci di riportare i corsi a ridosso del livello di supporto infranto (ora resistenza) in prima battuta e successivamente verso il limite superiore del canale suddetto.

A cura di Wings Partners Sim

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