Tre motivi per investire a lungo termine nelle small-cap Usa

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di Stefano Fossati 6 Settembre 2019 | 14:00

“Se l’S&P 500 ultimamente sta raggiungendo nuovi massimi storici, le small-cap Usa nell’ultimo anno hanno faticato a rimanere al passo. Ciò ha spinto alcuni investitori a mettere in discussione l’outlook per questa asset class nella propria allocazione. Tuttavia, a nostro avviso, non solo il contesto dei fondamentali rimane favorevole nel breve termine, ma vi sono solide ragioni per mantenere un’allocazione strategica di lungo periodo nelle small-cap“. E’ l’opinione di Curt Organt, gestore del fondo T. Rowe Price US Smaller Companies Equity di T. Rowe Price. Di seguito la sua analisi.

Quali elementi stanno pesando sulla performance del mercato small-cap? C’è chi suggerisce che la combinazione dei trend di rallentamento economico globale e della trade war Usa-Cina rappresenti uno scenario particolarmente rischioso per l’asset class. Infatti, le small-cap tendono ad avere livelli di debito più alti in proporzione alle riserve di liquidità e ai ricavi, quindi sono nel complesso più sensibili al benessere dell’economia.

Un po’ di influenza da parte di un’economia globale più debole è inevitabile. Tuttavia, gli Usa stanno continuando a crescere in modo solido. Le small-cap tendono a essere più orientate al mercato domestico, quindi in generale sono più isolate dai trend globali rispetto alle grandi società. È vero che le small-cap non sono immuni alla trade war: dato che importano ed esportano materiali e componenti, è probabile che qualunque disruption in questo ambito generi volatilità. Tuttavia, è plausibile che la guerra commerciale offra anche opportunità a certe aziende statunitensi, che potrebbero riempire gli spazi precedentemente occupati da quelle cinesi.

I fondamentali restano incoraggianti

Il periodo di mercato rialzista attuale dura ormai da più di 10 anni e la fine del ciclo economico – secondo l’esperto – si sta probabilmente avvicinando. Se le dimensioni delle small-cap da una parte le rendono attraenti in quanto più reattive a cambiamenti e opportunità, dall’altra le rendono anche più vulnerabili durante i periodi di slowdown. Di conseguenza, alcuni investitori hanno iniziato a uscire dall’asset class, spostandosi verso aziende più grandi e riconosciute, che offrono utili stabili, indebitamento minore e riserve di liquidità più consistenti.

Nonostante la fase avanzata del ciclo, per Organt vi sono diversi fattori a favore dell’asset class. Innanzitutto, le aspettative del consensus prevedono che nei prossimi 12 mesi le small-cap sperimenteranno una crescita maggiore rispetto alle società più grandi, mentre le valutazioni sembrano essere più ragionevoli. Allo stesso tempo, le attività di M&A continuano a supportare la performance dell’asset class. Infine, il governo Usa e la Fed hanno assunto chiari impegni a fare tutto il necessario per impedire un rallentamento effettivo dell’economia.

Perché investire in small-cap Usa nel lungo periodo

1) Rendimenti storicamente superiori. Pur essendo più volatili, le small-cap USA hanno storicamente sovraperformato rispetto alle large-cap. Ciò ha senso, dato che molte di queste aziende si trovano nelle fasi iniziali del loro sviluppo e possono sperimentare una rapida espansione, ma sono ancora abbastanza piccole da offrire una crescita significativa.
2) Diversificazione. Storicamente, i rendimenti delle small-cap Usa sono meno correlati con altri segmenti importanti dei portafogli degli investitori europei, rispetto a quelli delle large-cap. Per questo, l’esposizione a questa asset class può migliorare i rendimenti risk-adjusted di un portafoglio bilanciato.
3) Creazione di valore tramite selezione dei titoli. All’interno dell’asset class vi è una maggiore dispersione, che offre ai gestori attivi migliori opportunità di creare valore. Identificare titoli non prezzati correttamente, come quelli di aziende che godono di vantaggi unici, o che sono sottovalutate rispetto ai loro asset, solitamente fornisce guadagni maggiori in questa asset class. Allo stesso tempo, le small-cap sono meno coperte dagli analisti tradizionali di Wall Street. Se un team di investimento ha le risorse per incontrare per conto proprio queste aziende e per valutarne le prospettive di successo, può avere accesso a opportunità straordinarie: infatti, molte small-cap sono sottovalutate o addirittura sconosciute alla maggior parte degli investitori.

In conclusione, nonostante i rischi e la volatilità più elevata, un’esposizione costante alle small-cap all’interno di un portafoglio ben bilanciato può generare valore nel lungo periodo. Il mercato Usa è uno spazio molto favorevole alla crescita delle small-cap. Le dimensioni dell’economia domestica forniscono a queste aziende ampio terreno per espandersi. Gli Usa offrono un contesto particolarmente favorevole per il business, dove lo spirito imprenditoriale è valorizzato e le storie di successo delle small-cap vengono messe in risalto.

“Gli ultimi dati della National Federation of Independent Business (Nfib), un’importante associazione di aziende a piccola e media capitalizzazione, mostrano che il livello di ottimismo dei proprietari di questi business rimane vicino ai massimi storici. Inoltre, giugno è stato il 19mo mese di crescita consecutiva dell’occupazione all’interno delle small-cap, in base ai dati Nfib. Continueremo a monitorare questi e altri indicatori per intercettare eventuali segni di debolezza nell’asset class”, conclude Organt.

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