Il nuovo governo studia una carbon tax: i possibili rischi per i cementieri

A
A
A
di Stefano Fossati 9 Settembre 2019 | 10:30

Il nuovo governo M5s-Pd starebbe valutando l’introduzione di una carbon tax finalizzata a colpire l’utilizzo del combustibile fossile nei processi industriali e a incentivare il passaggio a fonti più sostenibili. Un provvedimento che potrebbe colpire il settore dei cementieri, tra quelli a più alta produzione di CO2 per motivi correlati non tanto alla tecnologia utilizzata nei forni quanto al business stesso.

I cementieri sono attualmente tutelati a livello europeo con l’assegnazione gratuita di crediti da CO2 in quanto settore esposto a carbon leakage, ovvero al rischio di trasferimento della produzione e alla concorrenza verso e da parte di aree geografiche con regole meno stringenti in termini ambientali, in primis il Far East.

Al momento l’indiscrezione non sembra preoccupare gli investitori, a giudicare dall’andamento dei titoli cementieri in Borsa: Buzzi Unicem apre leggermente in negativo, Cementir viaggia ampiamente oltre il +1% in una seduta che vede l’indice Ftse Edilizia e Materiali guadagnare in avvio lo 0,25%.

Vuoi ricevere le notizie di Bluerating direttamente nel tuo Inbox? Iscriviti alla nostra newsletter!

Condividi questo articolo

ARTICOLI CORRELATI

Asset allocation, settore costruzioni: le azioni su cui puntare in vista del Recovery Fund

Buzzi Unicem incrocial al rialzo le medie mobili a 21 e 50 sedute

Buzzi Unicem converte le azioni risparmio. La view di Equita

NEWSLETTER
Iscriviti
X