Ethenea: il nuovo Quantitative easing della Bce non partirà a breve

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di Stefano Fossati 10 Settembre 2019 | 13:30

A cura di Volker Schmidt, Senior portfolio manager di Ethenea

La crescita economica dell’Eurozona è ancora relativamente bassa. Francia e Spagna hanno ottenuto buoni risultati nel corso del 2019, mentre quelli di Italia e Germania sono stati inferiori alle aspettative. Inoltre, nonostante la solida crescita dell’occupazione e dei salari, i dati sull’inflazione nell’area euro sono ancora ben al di sotto dell’obiettivo del 2%. Sebbene durante l’incontro di luglio Mario Draghi abbia dichiarato che la Banca Centrale Europea è “pronta ad adeguare tutti i suoi strumenti”, i recenti commenti di diversi membri della Bce hanno indicato che il consiglio è diviso sulla necessità di un ulteriore programma di Quantitative easing (Qe).

Pertanto, a nostro avviso, nella prossima riunione di giovedì 12 settembre la Bce non annuncerà un ulteriore programma di acquisto di titoli, ma rinvierà la discussione su questo argomento alle riunioni successive. Del resto, le favorevoli condizioni di rifinanziamento disponibili nella zona euro sia per il debito sovrano sia per le grandi società non rendono necessario un ulteriore intervento.

Il nuovo programma Tltro, d’altra parte, è progettato per fornire credito a condizioni appetibili alle aziende più piccole. Nel complesso, l’offerta di credito non è un problema nell’Eurozona, mentre l’economia soffre, piuttosto, per la debolezza del commercio internazionale dovuta ai nuovi dazi, problema aggravato dalle incertezze sulla Brexit.

Dato che la Bce non ha alcuna influenza sugli ostacoli commerciali, può solo tentare di mitigarne le conseguenze e, da questo punto di vista, sta avendo successo. Un ulteriore aiuto economico potrebbe derivare dal sostegno fiscale già annunciato dalla futura presidente della Bce, Christine Lagarde, tuttavia un significativo miglioramento dell’economia dell’Eurozona sarà possibile soltanto al raggiungimento di una soluzione permanente ai vari conflitti commerciali. Ciò significa che qualsiasi potenziale riduzione dei tassi da parte della Bce avrà un impatto minimo, se mai ce l’avrà. Tuttavia, un prospero settore dei servizi nella zona euro, insieme a una crescita sostenuta del lavoro e dei salari, sosterrà considerevolmente l’economia e le impedirà di indebolirsi in modo significativo.

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