Gam: economia Usa, un concerto di campanelli d’allarme

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di Stefano Fossati 27 Settembre 2019 | 14:30

A cura di Massimo De Palma, Responsabile team Multi Asset Italia di Gam (Italia) Sgr

Il consumatore americano è una figura quasi mitologica per il capitalismo globale e per il sistema finanziario. Questo per ragioni fondate, trattandosi dell’attore più rilevante per il Pil statunitense (conta il 70%). A questo proposito, l’ultimo dato di fiducia (Consumer Confidence) pubblicato in questi giorni ha evidenziato a sorpresa un netto calo, da 133 a 125. E’ ancora molto presto per trarre conclusioni, avendo l’indice ritracciato da valori estremamente elevati. Tuttavia, è un segnale di cui tenere conto, specialmente in una fase in cui altri dati confermano la debolezza economica. I PMI europei dello scorso lunedì ad esempio continuano a segnalare le difficoltà della manifattura e anche la possibilità che queste si riverberino sui servizi, per la prima volta piuttosto deludenti. Non stupisce che in questo quadro sia la Germania, cuore nevralgico dell’industria europea, a mostrare il dato più basso (41), che indica una netta contrazione dell’attività.

Questo deterioramento segue la profonda incertezza generata dal conflitto commerciale tra Usa e Cina, fra “guerra psicologica” e misure concretamente approvate. Tutto lascia pensare che un accordo sarà trovato, ma l’impressione è che ci vorrà del tempo.

In questo scenario, già di per sé non esaltante, ha fatto irruzione la notizia della nuova linea monetaria offerta dalla Fed che si propone di riportare liquidità sul mercato overnight. In un periodo di scadenze tecniche questo è spiegabile, ma è anche vero che è la prima volta che accade negli ultimi dieci anni e la notizia regala ai dietrologi nuovi spunti per mettere in dubbio liquidità e fiducia fra gli attori del sistema.

Volendo rimanere ai fatti, quel che sappiamo per certo è che il quadro economico continua a rallentare e i dati citati corrispondono ad altrettanti campanelli d’allarme. Il tempo dirà se si tratti di una pausa del ciclo o qualcosa di più. Dal punto di vista strategico, lo scenario invita a costruire il portafoglio con una logica barbell o “dei due estremi”: da un lato è utile mantenere esposizione ad azionario e credito, che continuano ad avere appeal rispetto alle altre asset class in termini di rendimento prospettico offerto; d’altro canto è bene dedicare una componente di portafoglio a strategie di protezione: in questo senso metalli preziosi (politiche monetarie ancora più espansive, conflitti geopolitici), volatilità e yen (maggiore avversione al rischio) costituiscono utili contrappesi nella fase attuale.

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