Gli investitori stanno ignorando il Giappone a loro rischio e pericolo

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di Stefano Fossati 3 Luglio 2019 | 14:30

“Nel XVII secolo, il Giappone ha vissuto un lungo periodo di isolamento dal resto del mondo, noto come sakoku. Attualmente sta lottando contro un diverso tipo di isolamento, dato che gli investitori internazionali continuano a non considerare l’arcipelago. Il Giappone non è amato dagli investitori ed è ipervenduto. L’esposizione media dei 318 fondi nel settore globale dell’Investment Association è inferiore al 5%, nonostante una ponderazione del paese nell’Indice MSCI ACWI World pari al 7,1%. Ma con un’economia interna prospera, valutazioni ai minimi storici in termini relativi, rendimenti in aumento e riforme societarie avviate che delineano consigli di amministrazione più benevoli nei confronti degli azionisti, viene da chiedersi se gli investitori abbiano paura di esporsi a una netta ripresa delle azioni giapponesi”. E’ l’analisi di Joël Le Saux, gestore del fondo Oyster Japan Opportunities., sulle opportunità attuali di investimento sul Giappone.

Miglioramento dei fondamentali

Gli investitori internazionali hanno sperimentato delle false partenze in passato, laddove il Giappone sembrava in ripresa ma ha fallito nell’uscire dalla stagnazione economica. Tuttavia, l’economia giapponese oggi è finalmente uscita da una spirale di deflazione. Le condizioni economiche sono solide; il Pil reale del Giappone è cresciuto del 2,1% nel primo trimestre del 2019, registrando una crescita in territorio positivo per il secondo trimestre consecutivo. Nel frattempo il numero di disoccupati è al minimo degli ultimi quarant’anni. Le stime sugli utili societari per il prossimo esercizio sono state modeste, con un incremento previsto del 2% e utili operativi invariati, ma ciò è dovuto più alla cautela tipica delle società giapponesi. Dopo aver usato prudenza con i titoli ciclici, siamo concordi nell’aspettarci che l’utile operativo aggregato delle società del nostro portafoglio cresca di una cifra elevata nel 2019. Scavando più in profondità, gli investitori possono notare che i fondamentali delle società sono decisamente migliorati. Mentre il Topix è allo stesso livello di quattro anni fa, i margini delle società e le partecipazioni in denaro sono più elevati, il patrimonio netto è cresciuto del 20%, e i depositi in denaro del 25%. Prevediamo un rimbalzo dei prezzi delle azioni che erano scesi in linea con l’economia mondiale (in alcune società le plusvalenze non realizzate potrebbero raggiungere il 50%). L’escalation delle tensioni commerciali ha avuto implicazioni a livello mondiale, ma riteniamo che i timori siano esagerati. Come per le case automobilistiche, abbiamo società con un’esposizione molto bassa sull’Europa e sulla Cina e la complessità della catena di approvvigionamento indica che gli esportatori giapponesi sono meno vulnerabili di quanto molti credano. Ad esempio, i marchi giapponesi, che controllano il 40% del mercato automobilistico statunitense, si appoggiano a impianti di produzione con sede negli Stati Uniti.

Titoli locali

Tuttavia la retorica commerciale sta fornendo opportunità per trovare valutazioni interessanti. I titoli locali sostenuti da trend di lungo periodo, che sono stati vittime di vendite indiscriminate, forniscono un’alternativa di crescita. Ad esempio la popolazione giapponese che invecchia rapidamente sta sostenendo il settore ferroviario, dato che le persone più anziane scelgono sempre di più di visitare il paese. Stiamo inoltre traendo profitto dalla scarsità di suolo disponibile nelle città in rapido sviluppo, in particolare a Tokyo, metropoli che attira un numero crescente di lavoratori in un territorio molto ristretto. Con l’aumento degli affitti e degli stipendi, intravediamo opportunità a lungo termine nei Real Estate Investment Trust (REIT) residenziali.

L’inflazione all’1,4% è inferiore all’obiettivo del 2% fissato dalla Banca del Giappone, e il Governatore della BoJ, Haruhiko Kuroda ha perso l’occasione di rialzare i tassi un anno fa, quando la dinamica economica era forte. Tuttavia, anche grazie al mantenimento dell’opzionalità tramite banche giapponesi selezionate, beneficeremo inoltre di eventuali potenziali movimenti della curva dei rendimenti o dei tassi, che potrebbero potenzialmente verificarsi il prossimo anno.

La terra del reddito crescente

Un altro trend sottostimato in Giappone è la storia dello sviluppo della corporate governance. Gli investitori hanno preso atto dell’adozione del Codice di Corporate Governance a giugno 2015, ma le distribuzioni di dividendi sono rimaste basse, così come i riacquisti di azioni. Siamo tuttavia attualmente al culmine di un deciso cambiamento nella benevolenza verso gli azionisti. Il tasso di distribuzione dei dividendi è al 35%, in aumento, con il dividendo medio al 2,5%. Il dividendo del portafoglio è al 2,9%, per effetto dell’esposizione a settori al di sopra della media (3,5% per i titoli delle case automobilistiche, 3,6% per i finanziari e 3,4% per i REIT). Inoltre, l’importo di riacquisti di azioni annunciato ad aprile e maggio è due volte superiore allo scorso anno, e al livello più alto dell’ultimo decennio, e dovrebbe superare l’1% della capitalizzazione di mercato del Topix. Allo stesso tempo, la Banca del Giappone continua ad acquistare 6 mila miliardi di JPY di azioni all’anno, pari all’1,5% della capitalizzazione di mercato. Il governo ha inoltre di recente preso in considerazione la rimozione della “poison pill” (tattica difensiva attuata da una società per difendersi dalla minaccia di scalate ostili) che concede ai detentori di azioni il diritto di acquistare più azioni di una società oggetto di acquisizione, per diluire le partecipazioni dell’acquirente.

La “pillola avvelenata”, per anni a disposizione delle società giapponesi, è considerata un importante ostacolo al miglioramento della governance, ma le cose stanno ora iniziando a cambiare. Lo scorso anno, venti società giapponesi con capitalizzazioni di mercato superiori a 50 miliardi di JPY non hanno fatto ricorso a questa manovra difensiva e una delle nostre posizioni principali, Keisei Electric Railway, ha recentemente seguito il loro esempio. Con la ridefinizione della corporate governance in Giappone, gli azionisti hanno una finestra di opportunità unica. Individuando opportunità in diverse società e settori che beneficiano di una storia positiva in Giappone, e applicando l’opzionalità, gli investitori possono accedere a una miriade di generatori di rendimento a lungo termine. Considerato che il vento continua a soffiare a favore del Giappone, gli investitori e i selezionatori devono considerare il potenziale di ribasso insito nel fatto di ignorare questo arcipelago.

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