I timori sull’economia segnano un’inversione di rotta

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di Stefano Fossati 4 Luglio 2019 | 15:30

I mercati azionari a maggio hanno invertito la rotta. Per due motivi principalmente: un ritorno della guerra commerciale tra le due superpotenze mondiali, Cina e Stati Uniti, e un riaffacciarsi delle tensioni politiche in Gran Bretagna e in Italia. Questa l’analisi di Gilles Guibout, gestore del fondo PIR AXA WF Framlington Italy di Axa Investment Managers, per il quale la probabile ripercussione sulla crescita globale dell’instaurazione di nuove tariffe doganali, a fronte di un rallentamento dell’attività economica, ha fortemente condizionato le speranze di una ripresa nella seconda metà dell’anno, provocando un significativo ritorno dell’avversione al rischio. Questo si è tradotto in un pesante ribasso dei tassi a lungo e in un balzo all’indietro dei principali mercati azionari. Lo spread tra Italia e Germania si è di nuovo accentuato, mentre la sterlina si è nuovamente indebolita. Sul mese, il Ftse Italia All Share NT ha lasciato sul terreno il 7,92%.

Performance del fondo Axa WF Framlington Italy

“In questo contesto – segnala Guibout – il nostro fondo ha ampliato il ribasso, in parte a causa della sua allocazione settoriale e più in particolare della sua sotto-esposizione ai titoli difensivi, ma anche e in egual misura è stato penalizzato dal forte ribasso del titolo Fineco all’indomani dell’annuncio a sorpresa della vendita, da parte di Unicredit, di più della metà della sua partecipazione. Mossa che lascia presagire che non è finita qui, ma che ci potrebbe essere un’altra vendita in futuro. Nel corso del mese, abbiamo ridotto la nostra esposizione a Campari dopo la performance molto buona del titolo. Axa WF Framlington Italy ha subito un ribasso del 9,09% sulla parte A EUR, dopo i rialzi dei mesi scorsi.

Occhi puntati su Cina-Usa e dati macro

Nelle prossime settimane, mentre il periodo della pubblicazione dei dati trimestrali societari giunge al termine, gli investitori terranno sicuramente gli occhi puntati sul tema delle negoziazioni tra Cina e Stati Uniti e su tutti i dati macro economici che saranno diffusi, alla ricerca di segnali per capire dove si trova il ciclo economico. Un eventuale accordo sarebbe un segnale positivo che potrebbe rimuovere parte del timore sul rallentamento della crescita. Un altro segnale positivo potrebbe arrivare con un inizio di soluzione per la Brexit.

Tenuto conto dei rialzi dei primi mesi dell’anno, i mercati azionari hanno ritrovato un livello di valutazioni che ora ha bisogno di una conferma del miglioramento delle prospettive di crescita economica al fine di alimentare la crescita dei risultati delle imprese.

Come sempre, conclude Guibout, paga essere selettivi nella selezione dei titoli e privilegiare società solide in grado di affrontare diversi scenari e di generare risultati e dividendi nel lungo termine.

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