Bond ed equity, possibili prese di beneficio in attesa del discorso di Powell

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di Stefano Fossati 9 Luglio 2019 | 14:30

A cura di Antonio Cesarano, Chief Global Strategist di Intermonte Sim

L’impostazione di fondo appare a favore di un temporaneo rialzo dei tassi soprattutto nella parte core Treasury e bund. Gli operatori hanno anticipato già molte delle possibili mosse delle banche centrali, arrivando in alcuni momenti a prezzare anche l’ipotesi di un taglio Fed di 50 pb. Inoltre, negli ultimi giorni i bond europei appaiono meno sensibili ai continui richiami all’ipotesi di un nuovo QE da parte di alcuni esponenti Bce.

A supportare tale clima il timore che, almeno nel breve, dal lato Fed l’atteggiamento potrebbe essere sì accomodante, ma non in modo forte e/o al ritmo frenetico che gli operatori immaginano. È come se attendessero rapidamente l’utilizzo della leva del taglio tassi per arrivare all’ambita apertura sul QE anche da parte della Fed. Anche su quest’ultimo punto è attesa l’audizione al Congresso del governatore della Fed, Powell, domani alle 16:00, ora italiana.

Il mondo bond potrebbe nel breve ricevere pressioni al rialzo tassi dal cospicuo flusso di emissioni:
– negli Usa attesi tra oggi e giovedì Treasury a 3, 10 e 30 anni;
– in Italia oggi è in onda la riapertura via sindacato del Btp 50 anni prima della riapertura fino a 5,5 miliardi di Btp 3 e 7 anni (giovedì 11.07) o domani è attesa l’emissione del nuovo Bund decennale (che esordisce nell’inedita versione zero coupon, avendo una cedola dello 0%!) fino a 4 miliardi di euro.

Sullo sfondo è da tenere in conto anche la maggiore propensione degli investitori a un temporaneo profit taking anche sui mercati azionari, a giudicare da alcune indicazioni:
– la continuazione del calo a luglio del Sentix Investor Confidence (relativo all’area euro – vedi grafico a seguire), indice di misura della fiducia riguardo l’andamento del Pil di Paesi e aree economiche nell’opinione degli investitori che partecipano al sondaggio (quasi 5mila soggetti di cui oltre mille istituzionali).

Operativamente

Tassi/spread: come segnalato, nel breve possibile temporaneo rialzo dei tassi, soprattutto core, per ricalibrare le aspettative sulle possibili mosse delle banche centrali e anche in parte per esercitare pressione sulle stesse banche centrali affinché facciano di più. In questo contesto è possibile che il rialzo si concentri soprattutto sulla parte a breve Usa. Saranno decisive le parole di Powell di domani, ma cautelativamente nel breve possibile ritorno del Treasury decennale almeno in area 2,10%, in vista anche delle aste su 10 e 30 anni domani e giovedì. Sul fronte spread l’impatto al rialzo potrebbe essere più contenuto, alla luce del fatto che il rialzo tassi potrebbe essere concentrato soprattutto sui titoli core, alias soprattutto sul bund in area euro.

Euro/dollaro: la maggior cautela sull’approccio ultra accomodante della Fed potrebbe temporaneamente spingere il cambio euro/dollaro in area 1,11.

Oro: le stesso motivazioni in tema Fed potrebbero spingere il metallo giallo in area 1300/1350, alla luce anche delle posizioni corte speculative prossime al minimo storico.

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