Atlantia guarda ad Alitalia per tutelare il business autostradale

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di Gianluigi Raimondi 15 Luglio 2019 | 10:45

Una smentita dopo l’altra, un muro dopo l’altro, alla fine per cercare di salvare Alitalia il governo è dovuto ricorrere, come ampiamente previsto, all’aiuto di chiunque si offrisse di entrare nel capitale della “nuova”, si fa per dire, compagnia di bandiera a controllo pubblico. Compresa, ovviamente, Atlantia, che insieme al il gruppo Toto, a Claudio Lotito e a German Efremovich hanno a Mediobanca (advisor di Ferrovie dello Stato) inviato lettere con richieste di adesione alla cordata Fs-Tesoro-Delta.

Piccolo ma non banale dettaglio: le offerte non sono vincolanti e per ora servono solo a guadagnare altro tempo oltre la scadenza del 15 luglio, che dunque viene superata anche in questo caso nonostante un fiume di dichiarazioni di senso opposto giunte dal ministro Luigi Di Maio. Sull’opportunità per Atlantia di prendere parte all’ennesimo “salvataggio” di Alitalia da tempo mercato e analisti sono divisi.

I giudizi degli analisti su Atlantia

Una parte sottolinea come entrare in una compagnia che continua a perdere oltre un milione al giorno e che sarà a controllo pubblico non è giustificato dalle eventuali, ipotetiche, sinergie col business aeroportuale (in cui Atlantia è presente tramite Aeroporti di Roma). Anche per questo il titolo resta, ad esempio, nel portafoglio “short” di Websim.

Altri, come gli esperti di Equita Sim, sottolineano come l’ingresso nel capitale di Alitalia per quanto marginale rispetto al business dovrebbe garantire di non arrivare ad una revoca della concessione autostradale, per quanto resti probabile una revisione dei termini della convenzione in senso meno favorevole dell’attuale.

Attualmente gli analisti fondamentali hanno un’opinione mediamente positiva di Atlantia: su 18 report otto esprimono un giudizio positivo (quattro “buy” e quattro “outperform”), nove sono neutri (“hold”) e solo uno è negativo (“sell”).

I multipli di Altantia

Rispetto all’utile per azione atteso per il 2019 (1,89 euro), alle attuali quotazioni di circa 24,75 euro per azione Atlantia tratta a 13 volte, con un target price sostanzialmente allineato ai livelli correnti (24,7 euro).

Il quadro tecnico di Atlantia

Gli analisti tecnici sono ancora più ottimisti e segnalano come nel brevissimo termine il trend sia fortemente positivo, con obiettivi individuabili nelle resistenze poste in area 25,25 prima e 25,45 euro poi, con possibile estensione del rialzo anche a 25,6 euro (resistenza a 5 giorni). In caso di prese di profitto i primi supporti sono invece indicati sui 24-23,85 euro, ma è possibile anche una discese appena sotto i 23 euro (supporto a 5 giorni), che potrebbe offrire un interessante punto d’ingresso per chi volesse scommettere sulla successiva ripresa del trend ascendente.

L’incrocio rialzista delle due medie mobili, da poco verificatosi, a fronte di un prezzo sopra la media mobile veloce, conferma infatti il trend rialzista anche a medio termine. Il progressivo venir meno delle incertezze relative al business autostradale, che ha già consentito al titolo di recuperare il 5,65% la scorsa settimana riportandosi in linea coi livelli di 12 mesi fa, potrebbe dunque consentire un re-rating del titolo sia da parte degli analisti fondamentali sia del mercato nel suo complesso.

A cura di Luca Spoldi, Cefa, 6 In Rete Consulting Ceo (www.6inrete.it)

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