Europa e Usa, entra nel vivo la stagione delle trimestrali

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di Stefano Fossati 16 Luglio 2019 | 15:00

La Commissione europea ha aggiornato le sue previsioni, e ora si attende una crescita dell’economia nell’eurozona per il 2020 pari all’1,4%, lievemente inferiore all’1,5% della precedente stima. La revisione al ribasso è stata imputata alle tensioni commerciali e all’incertezza a livello di politica. A maggio il Pil del Regno Unito è tornato ad espandersi, in aumento dello 0,3% dopo la contrazione di aprile -0,4%. Tuttavia, l’outlook indica, per la prima volta dal 2012, una crescita trimestrale del Pil britannico attesa in lieve flessione. Lo evidenzia la Weekly Newsletter di Cassa Lombarda, a cura dell’Advisory, di cui riportiamo di seguito l’analisi settore per settore.

Obbligazioni

I titoli governativi “core” di Eurozona hanno leggermente tirato il fiato dopo il recente rally. Il Bund decennale si allontana dai recenti minimi storici. I Btp hanno continuato a beneficiare di flussi in acquisto con lo spread contro i Bund tedeschi, sulla scadenza decennale, sceso di qualche punto base a 190 e con il rendimento del titolo benchmark domestico all’1,73%. L’agenzia di rating Dbrs venerdì ha confermato il giudizio BBB sull’Italia. Il rendimento del Treasury Usa decennale ha archiviato l’ottava in area 2,1% dopo aver toccato il massimo da un mese al 2,14%. Gli Stati Uniti già all’inizio di settembre potrebbero rimanere senza denaro se il Congresso non approverà l’aumento del tetto del debito, a causa di entrate fiscali molto inferiori rispetto a quanto previsto.

Azioni

Settimana senza particolari spunti operativi sui listini internazionali mentre quelli statunitensi hanno aggiornato i propri record storici nella speranza di un imminente taglio dei tassi nella riunione della Fed a fine mese. Da registrare una rinnovata tensione dialettica tra Usa e Cina con Pechino che non ha gradito la vendita a favore di Taiwan di armamenti da parte di società Usa. Bene a Milano il comparto bancario in scia al restringimento dello spread. Sui listini asiatici da registrare la decisione di AB Inbev di posticipare la Ipo ad Hong Kong della sua unità asiatica, per oltre 9 miliardi di dollari attesi, a causa delle avverse condizioni di mercato.

Valute e materie prime

Il dollaro nella settimana ha ceduto qualche decimale nei confronti dell’Euro, portandosi in area 1,1280, dopo che negli Usa le aspettative di un taglio dei tassi d’interesse, a luglio, sono state cementate a seguito della due giorni di audizioni del Presidente Fed, Jerome Powell, al Congresso Usa. Durante i suoi interventi Powell ha affermato che, nel corso della riunione di giugno, “le ragioni di una politica monetaria in una certa misura più accomodante si sono rafforzate” poiché le tensioni e le incertezze commerciali pesano costantemente sull’outlook economico statunitense. Resta da capire di quanto sarà il taglio del costo del denaro e se sarà l’inizio di un ciclo accomodante. L’ultimo ciclo accomodante iniziò nel settembre del 2007 con tassi al 4,75% e si concluse nel dicembre del 2008 con il costo del denaro ai minimi storici pari allo 0%-0,25%. Nella settimana si sono registrati ulteriori attacchi, via Twitter, da parte del Presidente Trump contro la Fed accusata di “avere una antiquata politica sui tassi”. La banca centrale canadese, come ampiamente atteso, ha lasciato i tassi all’1,75% e ha avvertito che le tensioni commerciali nel mondo potrebbero minacciare le prospettive economiche della nazione. I dati recenti dimostrano che l’economia canadese sta tornando al suo potenziale di crescita, tuttavia l’outlook è offuscato da tensioni commerciali persistenti. Debole la lira turca dopo l’improvvisa, ed inaspettata, decisione del premier turco Erdogan di sostituire il governatore della banca centrale. Gli investitori sono ora preoccupati per un possibile taglio dei tassi superiore alle previsioni. Nel weekend, inoltre, ha tagliato a “junk” il rating del Paese portandolo a BB- con outlook negativo. La sterlina inglese non ha reagito, ed è rimasta sostanzialmente invariata nella settimana, nonostante la svolta, inaspettata, del partito Laburista, di Jeremy Corbyn, attualmente all’opposizione, che ha chiesto ufficialmente un nuovo referendum, impegnandosi a fare campagna per l’opzione “remain”, ovvero per restare all’interno della Ue. Quotazioni del greggio ai massimi di sei settimane sulla scia dei tagli alla produzione nel Golfo del Messico, a causa dell’uragano Barry, e dell’escalation delle tensioni in Medioriente dopo che una fregata da guerra inglese ha impedito che navi iraniane sequestrassero una petroliera battente bandiera inglese nello Stretto di Hormuz. L’indebolimento del dollaro Usa favorisce l’oro che supera nuovamente il livello di 1.400 dollari l’oncia.

Outlook

La stagione delle trimestrali inizia ad entrare nel vivo con la pubblicazione dei numeri dei big players finanziari JPMorgan, Bank of America, Wells Fargo, Goldman Sachs, Morgan Stanley, BNY Mellon, Citigroup, Blackrock e American Express. Tra le altre società a svelare la trimestrale Netflix, Microsoft, J&J, IBM e HoneyWell. In Europa attenzione ai numeri di Publicis, SAP e Novartis. A livello macroeconomico, i dati cinesi (Pil, vendite al dettaglio e produzione industriale) hanno confermato la stabilizzazione dell’economia, rassicurando gli investitori. Martedì saranno diffusi la disoccupazione in Uk, oltre alle vendite al dettaglio e la produzione industriale americane. Mercoledì occhi puntati sull’evoluzione dell’inflazione in Eurozona e nel Regno Unito. In Giappone giovedì verrà reso noto l’indice Tankan sul sentiment delle aziende mentre venerdì sarà la volta dei dati sull’inflazione nipponica.

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