Guerra fredda delle valute, è iniziato il terzo round

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di Stefano Fossati 17 Luglio 2019 | 14:30

Siamo ormai arrivati al terzo capitolo della “Guerra fredda delle valute”. Lo sostiene Joachim Fels, Global Economic Advisor di Pimco, nell’ultimo articolo della sua rubrica Signposts, dal titolo “Guerra fredda delle valute, terzo round”.

Il primo round dell’attuale guerra fredda valutaria iniziò probabilmente nel 2013, afferma Fels, quando la Banca del Giappone introdusse un allentamento quantitativo e qualitativo (QQE), che durò fino all’inizio del 2017.

Il 2017 è l’anno del secondo round, riporta l’analista di Pimco, ovvero quando il neo eletto Presidente Usa Trump e il Segretario al Tesoro Mnuchin hanno influenzato l’andamento delle economie mondiali rendendosi artefici del passaggio da una “politica del dollaro forte” a una svalutazione della moneta.

Stiamo assistendo ora al terzo capitolo di questa guerra delle valute, con il presidente americano che è tornato a twittare della svalutazione del dollaro. In risposta, la Fed prevede un taglio dei tassi nella prossima riunione, mentre le principali banche centrali del mondo hanno allentato la politica diverse volte nel corso dell’anno.

Fels si chiede infine, a cosa porterà tutto questo, ipotizzando che le probabilità favoriscono un sostanziale indebolimento del dollaro rispetto alle altre principali valute nei prossimi sei-dodici mesi.

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