Cellularline passa allo Star

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di Gianluigi Raimondi 19 Luglio 2019 | 10:30

Piccole capitalizzazioni provano a crescere: Cellularline (156 milioni di capitalizzazione in borsa), società emiliana tra i principali gruppi a livello europeo del mercato degli accessori per smartphone e tablet, finora quotato sull’Aim Italia, ha visto i propri warrant e azioni ammessi da Borsa Italiana alle negoziazioni sul segmento Star del Mercato telematico azionario a partire da lunedì prossimo, 22 luglio (data a partire dalla quale warrant e azioni saranno contestualmente esclusi dalle negoziazioni sull’Aim Italia). Dallo stesso giorno Cellularline proseguirà col programma di acquisto di azioni proprie sulla base della delibera dell’assemblea del 21 novembre scorso.

Il buy-back di Cellularline

Un buy-back che ha l’obiettivo, più che di sostenere le quotazioni (calate del 18% circa negli ultimi 12 mesi, di poco meno del 9% da inizio anno), di costituire un magazzino titoli da utilizzare per eventuali operazioni straordinarie, in coerenza con le linee strategiche. Gli acquisti potranno avvenire in una o più tranche, sino ad un massimo di 230 mila azioni, per un controvalore non superiore a 2.300.000 euro, andandosi ad aggiungere alle 1.427.574 azioni proprie già detenute. Il programma andrà avanti fino al 31 dicembre 2019, salvo eventuale anticipata interruzione, e gli acquisti avranno un prezzo unitario non superiore al 5% di quello registrato dal titolo il giorno prima dell’operazione.

Il passaggio sul segmento Star di Cellularline

Il trasloco sullo Star dovrebbe consentire al titolo di veder crescere gli scambi giornalieri, di recente scivolati tra le mille e le 10 mila azioni, dopo aver più volte toccato i 30-40 mila pezzi al giorno tra settembre e giugno scorsi. Sul titolo esistono al momento due soli report, entrambi con giudizi positivi (“buy”), ed un target price di consensus di 11,75 euro che indicherebbe un potenziale rialzista del 60% abbondante rispetto ai 7,3 euro attorno a cui oscilla attualmente Cellularline. Livello che rispetto agli 1,14 euro di utile per azione previsto in media dagli analisti corrisponde ad un multiplo P/E di circa 6,3 volte (ovvero circa 4,9 volte escludendo le componenti straordinarie). Il dividendo atteso (33 centesimi per azione) corrisponde invece ad un rendimento del 4,5%.

Il quadro tecnico di Cellularline

A brevissimo termine il titolo pare inserito in fase ribassista, anche se il passaggio allo Star potrebbe portare ad una riscoperta di Cellularline e ad un recupero delle quotazioni. Negativo anche il trend a breve, come conferma il permanere delle quotazioni al di sotto sia della media mobile veloce sia lenta. Anche l’indicatore di forza relativa (Rsi) è al momento nella parte inferiore della propria banda di oscillazione e convalida un’impostazione ribassista di breve periodo. Gli analisti tecnici di Websim in particolare indicano un target ribassista in area 7,18 euro per azione, ma i supporti sono su livelli ancora inferiori e quindi non è da escludere un movimento fino a 7,10-7,0 euro prima che il trend negativo si esaurisca.

Lo scenario dei fondamentali di Cellularline

In caso di un recupero di forza favorito dal debutto sullo Star e dal riavvio del buy-back, i primi obiettivi sono in area 7,40-7,45 con possibile estensione del rimbalzo a 7,60 euro per azione. La società presenta margini interessanti (Ros pari al 34,5%, Mol attorno al 21,5%, flussi di cassa operativi attorno all’11,5% dei ricavi totali) e ha visto nei primi quattro mesi dell’anno il fatturato risalire a 30 milioni (+14% su base annua) grazie in particolare ad una buona componente organica (+11%) e al contributo positivo derivante dall’acquisizione di Systemaitalia (+3%), dopo che nel triennio 2016-2018 il gruppo aveva visto progressivamente ridursi la propria quota di mercato dal 12,2% del 2016 al 9,9% del 2018, in parallelo ad un calo dei ricavi (calati nel 2018 del 7% rispetto all’anno precedente).

La guidance di Cellularline

Il management non prevede finora che lo scenario competitivo possa migliorare e si attende una crescita “quasi nulla” nel prossimo triennio del segmento di mercato dei prodotti accessori non audio che rappresentano il 98% del fatturato 2018 del gruppo. Un’indicazione che sembra la premessa a future acquisizioni per recuperare fatturato e quote di mercato. In ogni caso il management si aspetta di invertire il trend di crescita del gruppo da negativo, come registrato nell’ultimo triennio, a positivo nel prossimo triennio, nonostante lo scenario competitivo sia destinato a rimanere sfidante.

A cura di Luca Spoldi, Cefa, 6 In Rete Consulting Ceo (www.6inrete.it)

 

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