Criptovalute, sarà Facebook a guidare la gig economy con Libra?

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Avatar di Stefano Fossati 19 Luglio 2019 | 15:00

A cura di Edoardo Fusco Femiano, market analyst di eToro per l’Italia

Ordinare la cena o la spesa settimanale online non è mai stato così facile. In molte città, adesso puoi ordinare un’auto dal tuo telefono in pochi minuti. Tutto ciò è possibile grazie a due strumenti: le tecnologie che facilitano le transazioni istantanee e la gig economy che trasporta il prodotto o il servizio finale.

Si stima che circa 700mila persone siano coinvolte come lavoratori nella gig economy solo in Italia. Si tratta probabilmente di uno dei più importanti trend del mercato del lavoro di questi anni. Nel mondo occidentale, la diffusione di questo settore è spinta da chi cerca maggiore flessibilità e libertà lavorativa, mentre nei paesi in via di sviluppo ha aiutato i disoccupati ad entrare nel mercato del lavoro, dando ulteriore spinta alla crescita economica.

Nonostante tutto ciò, però, continua a rimanere un aspetto cruciale: i pagamenti. Se è così istantaneo realizzare transazioni nel mercato, perché è così difficile pagare i lavoratori? Una delle più grandi barriere è non avere un conto bancario. Dei quasi sei miliardi di adulti al mondo, si stima che 1,7 di loro non abbia un conto in banca: i cosiddetti unbanked. Nel mondo occidentale, questo è difficile da immaginare, ma in alcuni paesi ottenere la documentazione necessaria rende, quello che a noi sembra un semplice passaggio, quasi impossibile. Ciò è particolarmente vero per economie come Cina ed India dove la popolazione unbanked è la maggioranza.

Problemi come essere pagati in una valuta diversa da quella di riferimento e il pagamento delle tasse di elaborazione, rendono le cose ancor più difficili. Che si siano o meno coinvolti i lavoratori della gig economy, una soluzione a tale problema dovrebbe essere ben accolta, considerando che i sistemi bancari tradizionali non risolvono i problemi di una parte importante dei lavoratori mondiali.

Il mese scorso, Facebook ha annunciato il progetto Libra – una valuta digitale globale potenziata dalla tecnologia del social network. Potrebbe essere una soluzione al problema? Con due miliardi di utenti, Facebook ha il potenziale per creare una delle più grandi piattaforme al mondo e connettere miliardi di persone a un’economia. Tramite Libra, un lavoratore nella gig economy con un account Facebook sarà nelle condizioni di ricevere il suo pagamento tanto velocemente quanto il consumatore riceve i prodotti e i servizi dal mercato. Ipoteticamente, con Libra, problemi come l’accessibilità al conto bancario e la rigidità nella scelta della valuta di pagamento potrebbe scomparire.

Sembra facile, tuttavia esistono ancora diverse barriere da scavalcare. È un fase potenzialmente rivoluzionaria per la finanza globale ma rimane da vedere come i legislatori e i governi reagiranno e regolamenteranno la tecnologia. È verosimile che non tutti i paesi permetteranno a Libra di vedere la luce del giorno. Nonostante ciò, l’idea di costruire un sistema di pagamenti in una piattaforma che conta quasi un terzo della popolazione mondiale, è un segnale molto positivo per favorire l’inclusione finanziaria, anche e soprattutto dei lavoratori della gig economy.

Mentre l’impatto del progetto Libra di Facebook resta ancora tutto da scoprire, sono fiducioso che questo favorirà il dibattito sulla regolamentazione delle criptovalute e sull’evoluzione sistema bancario. A maggior ragione, se i paesi leader – specialmente quelli in via di sviluppo – apriranno definitivamente le porte al mondo cripto. In questo caso potremmo assistere ad uno sviluppo ancor più rapido di queste economie.

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