Coima Res: Corso Como Place piace, ma il titolo stenta a salire

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Avatar di Stefano Fossati 22 Luglio 2019 | 10:45

Buone notizie per Coima Res, che la scorsa settimana ha annunciato il raggiungimento di un accordo preliminare di locazione con Accenture per l’intero edificio A del progetto Corso Como Place. L’edificio A è l’ex palazzo Unilever, o torre Bonnet (anche noto come il “Pirellino” per la somiglianza alla celebre ex sede Pirelli), e corrisponde al 78% dell`intero progetto. Il rimanente 22% è relativo all`edificio C, attualmente in fase di costruzione e per il quale sono già in corso discussioni con potenziali conduttori.

Ulteriore buona notizia, l’accordo di locazione con Accenture, che ha una durata pluriennale, è stato stipulato a un premio del 16% rispetto all’Erv (Estimated rental value) calcolato dal valutatore indipendente a fine 2018. La consegna dell’immobile ad Accenture è prevista per il 2020. Gli analisti di Equita Sim hanno già sottolineato in una note come l’accordo di locazione sia avvenuto in anticipo rispetto ai tempi inizialmente previsti e questo rappresenti “un’importante validazione per il progetto Corso Como Place”, essendo per di più stato concluso con un tenant di qualità e solido a ulteriore conferma del forte interesse da parte dei conduttori per il distretto di Porta Nuova.

Secondo gli analisti (che per Coima Res suggeriscono un “buy”, con target price di 9,4 euro) l’accordo potrà velocizzare il processo di creazione di valore per la percentuale di appartenenza di Coima Res nel progetto (35,7%), che a fine primo trimestre era valutata 22,2 milioni di euro a livello di equity (il 5% circa del Nnnav) ovvero 42,3 milioni a livello di asset value. L’edificio A, 21 piani per 70 metri, venne originariamente costruito nel 1962 e dispone di una superficie di oltre 16 mila metri quadri. Al di là della singola buona notizia, Coima Res, che in borsa vale poco meno di 300 milioni di capitalizzazione, sta traendo giovamento dalla prospettiva di un nuovo rilassamento della politica monetaria europea.

Il calo dei tassi spinge il comparto immobiliare

Secondo gli esperti di S&P Global Ratings, in particolare, la Bce potrebbe limare ulteriormente i tassi, quanto meno quelli sui depositi (che diventerebbero ancor più negativi) per cercare di sostenere l’attività di erogazione della banche, oltre a riavviare in autunno il quantitative easing al ritmo di 15 miliardi di bond acquistati sul mercato al mese. L’impatto dovrebbe ulteriormente schiacciare verso il basso l’intera curva dei tassi in Europa, Italia compresa, e comunque allontanare ulteriormente il momento in cui i tassi tornerebbero a salire, non prima di fine 2021.

Uno scenario che appare particolarmente favorevole a titoli e attività “interest rate sensitive” come appunto il comparto immobiliare. Piazza Affari sembra aver fiutato l’aria, ma le tensioni politiche italiane hanno indotto gli investitori ad una certa prudenza, così Coima Res negli ultimi 3 mesi si è limitata a guadagnare il 7% in borsa e attualmente oscilla su valori di poco (+1,5%) superiori a quelli dove si trovava già 12 mesi fa, dopo aver recuperato il 15,5% da inizio anno. Da dire che secondo il consenso, nel corso del 2019 l’utile per azione dovrebbe risultare pari a 42 centesimi, il che significa che già ai livelli attuali il titolo tratta ad oltre 19,3 volte l’utile atteso.

Decisamente più spumeggiante nello stesso comparto la più piccola Risanamento (solo 72 milioni di capitalizzazione), che la scorsa settimana ha guadagnato i 15% e viaggia attorno al 43% di rialzo sui 12 mesi, essendo in rialzo del 118% da inizio anno. Più prudenti sono invece sinora apparsi titoli di maggiore capitalizzazione come Igd e Covivio, che trattano tra l’altro su multipli simili a quelli di Coima Res.

Il giudizio degli analisti

Gli analisti tecnici sono comunque positivi su Coima Res, che segnalano essere inserita in un trend positivo di breve, medio e lungo periodo con primi obiettivi individuabili attorno agli 8,4-8,5 euro per azione o poco più, rispetto agli 8,2 euro della chiusura di venerdì scorso. In caso di prese di profitto, primi supporti sono invece segnalati tra i 7,9 e gli 8,1 euro per azione.

La diminuzione dei volumi di scambio vista nelle ultime sedute, unitamente a una perdita di forza del trend secondario e a un indice Rsi di forza relativa a quota 65 (vicino ai limiti dell’area dell’ipercomprato) suggeriscono una certa prudenza per chi volesse puntare sul titolo, essendo ritenuta possibile uno storno di breve che consentirebbe al titolo di scaricare indicatori e multipli prima di ripartire nuovamente.

L’andamento di Coima Res a Piazza Affari negli ultimi 12 mesi

A cura di Luca Spoldi, Cefa, 6 In Rete Consulting Ceo (www.6inrete.it)

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