Prysmian volta pagina con Viking Link, la Borsa premierà il titolo?

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di Gianluigi Raimondi 25 Luglio 2019 | 10:00

Per Prysmian, il peggio è alle spalle?

Dopo un anno difficile, contraddistinto dalla sfortunata vicenda Western Link, da un rallentamento degli ordini e da alcune “incomprensioni” a livello di comunicazioni finanziarie, Prysmian è tornata prepotentemente sotto i riflettori grazie all’assegnazione dei lavori per 4 dei 5 lotti del progetto Viking Link (la rete energetica che connetterà Gran Bretagna e Danimarca) per un controvalore complessivo di 700 milioni di euro.

L’ordine, atteso da mesi, include 1.250 km di cavi sottomarini e 135 km di cavi su terra ferma in territorio britannico. Tutti i cavi saranno prodotti nello stabilimento di Arco Felice e consegnati entro il 2023. Uno dei motivi per cui la notizia è apparsa particolarmente positiva agli occhi di molti analisti è che uno dei clienti coinvolti nel progetto, National Grid, era coinvolto anche nel progetto Western Link, dunque la reputazione di Prysmian e la sua capacità di vedersi assegnate grandi commesse non pare essere stata compromessa.

Oltre al valore immediato della commessa per Prysmian, c’è poi un ulteriore fattore che la riconfermata affidabilità del produttore italiano agli occhi dei suoi principali grandi clienti potrebbe consentire di sfruttare. I black-out di questa estate negli Stati Uniti hanno confermato la previsione fatta dagli analisti di Citigroup dieci anni fa, ossia che la rete elettrica Usa era rimasta indietro in termini di investimenti di almeno 40 anni. “Oggi è indietro di 50 anni e può darsi che tra 10 anni sarà rimasta indietro di 60 anni” spiegano gli esperti in un report aggiungendo però che, dopo l’acquisto di General Cable, Prysmian appare meglio posizionata per dominare il (ri)nascente mercato americano, in vista degli ormai sempre più improcastinabili investimenti in infrastrutture.

Le raccomandazioni degli analisti su Prysmian

Nonostante il coro unanime di giudizi positivi da parte degli analisti di Morgan Stanley, Bank of America, Citigroup, Hsbc, ma anche Banca Akros e Kepler, il titolo non ha per il momento reagito in maniera significativa, chiudendo la seduta di ieri in rialzo dello 0,23% e arrotondando al 4,24% il suo guadagno nell’ultima settimana, ovvero al 22% il rialzo segnato negli ultimi tre mesi. Un buon risultato indubbiamente, ma non sufficiente a fare recuperare al titolo i livelli dello scorso anno (sui 12 mesi la perdita resta superiore al 9% al momento). Così attorno ai 20 euro attuali Prysmian tratta ancora a livelli giudicati “attraenti” dagli analisti, ossia a meno di 13 volte gli utili per azione attesi nel 2019 (1,54 euro per azione).

Rispetto poi ai risultati che gli analisti iniziano a inserire nelle proprie stime al 2020 le valutazioni appaiono ancora soffrire di un robusto sconto legato alla finora scarsa visibilità in termini di fatturato e utili: secondo Kepler, ad esempio, Prysmian tratta a circa 8,8 volte in termini di Ev/Ebit (con uno sconto del 16% sulla media storica di 10,5 volte) ovvero 10 in termini di P/E (21% di sconto rispetto alla media storica di 12,5 volte). Colpa, probabilmente, di alcuni rischi che restano da dissipare, come: il completamento del progetto Western Link, l’ottenimento di nuove commesse per cavi sottomarini e le pressioni che continuano ad esistere sui margini per i cavi telefonici, soprattutto a medio-lungo termine.

Col completamento di Western Link, che gli analisti di Bank of America Merrill Lynch si attendono entro ottobre, Prysmian potrebbe voltare definitivamente pagina e le sua valutazioni potrebbero quanto meno allinearsi a quelle medie di settore. Un giudizio che sottende la possibilità per il gruppo italiano di vedere migliorare di almeno un 10%-15% le proprie valutazioni.

Il quadro tecnico di Prysmian

Decisamente positivo anche il quadro tecnico, sia a brevissimo sia a breve termine, con primi obiettivi indicati attorno ai 20,7-20,8 euro per azione e supporti, in caso di prese di profitto, sui 19,5-19,3 euro a titolo.

A cura di Luca Spoldi, Cefa, 6 In Rete Consulting Ceo (www.6inrete.it)

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