Amplifon resta vittima del suo stesso successo

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di Stefano Fossati 7 Ottobre 2019 | 10:30

Amplifon potrebbe recuperare terreno questa settimana in Borsa, dopo aver chiuso la scorsa ottava in calo del 5,5% circa, colpita da robuste prese di profitto (la performance a 12 mesi resta comunque positiva e superiore al 17%, quella da inizio anno sfiora ancora il +53%). In una nota gli analisti di Equita Sim hanno ricordato pochi giorni fa i messaggi positivi espressi dal management durante la conferenza “Italian Champions” tenutasi a Londra il 25 settembre in merito alle prospettive 2019 e al lancio dei prodotti a marchio Amplifon.

Gli esperti hanno anche incorporato una visione di medio termine più positiva sull’integrazione di Gaes, alzando la crescita dei ricavi Spagna a “high-single digit” da “mid-single digit” e l’Ebitda margin al 23%-24% nel 2022 (dalla precedente stima di 20%-21%). “Si tratta di ipotesi più positive ma non aggressive, vista la struttura del mercato spagnolo (bassa penetrazione, fortissima leadership) simile a quello italiano dove stimiamo realizzi margini anche superiori”, sottolineano gli uomini di Equita.

Il giudizio degli analisti su Amplifon

Nel complesso, le nuove stime sulla Spagna e un contributo da piccole acquisizioni alzato al 3% (dal 2%) hanno portato gli esperti a rivedere al rialzo del 2%-4% i ricavi 2021-22 e l’utile per azione rettificato del 5%/11%. Di conseguenza la valutazione di Amplifon è stata portata a 23,5 euro (contro i 21,7 euro a cui il titolo ha aperto stamane in borsa a Milano), in base un multiplo di 23 volte il P/E rettificato 2022 scontato a oggi (in precedenza 22 volte). “L’integrazione di Gaes può essere il catalyst per una maggiore leva operativa rispetto al passato, quando il margine è salito di circa 50 punti base su base rettificata” spiegano gli analisti.

Sul titolo, il rischio principale sembra rimanere la valutazione elevata visto che tratta sul 2020-2021 a 17-15 volte l’Ev/Ebitda (ex-Ifrs16), ovvero 27-24 volte il P/E rettificato con un 3,5%-4,3% free cash flow yield. Non si può escludere inoltre una certa volatilità del titolo legata alla regolamentazione degli Otc da parte della Fda americana attesa per agosto 2020 (ma con una prima bozza prevista già in novembre), anche se il management, concludono gli esperti di Equita Sim, “rimane confidente che non creerà criticità sulla parte del mercato servita da Amplifon”.

Nel complesso il mercato resta moderatamente prudente sul titolo, con 3 giudizi di “outperform” e ben 8 “hold”, a fronte di un solo “sell”. Il target price medio è indicato attorno ai 20,13 euro per azione, dunque oltre un euro e mezzo al di sotto dei livelli correnti, cosa che spiega la cautela che permane da parte degli analisti fondamentali sul titolo nonostante le buone prospettive di crescita del business. Molto prudenti anche gli analisti tecnici che fino alla fine della scorsa settimana segnalavano un trend fortemente discendente nel brevissimo periodo e comunque negativo anche a breve.

In caso di ritorno d’interesse gli obiettivi a portata di mano paiono attorno ai 22,55-22,85 euro per azione, con possibile estensione del rimbalzo a 23 euro per azione. I supporti più immediati sono invece indicati sui 21,30 euro e poi attorno a 20,65-20,70 euro per azione, in questo caso con possibile estensione del trend ribassista sino ai 20,15-20 euro a titolo. Indicazioni negative anche dallo stocatico, situato nella parte inferiore della propria banda di oscillazione, e dall’indicatore di forza relativa (Rsi). I modesti valori di entrambi, peraltro, rendono possibile quanto meno un momentaneo rimbalzo tecnico delle quotazioni.

L’andamento in Borsa di Amplifon negli ultimi 12 mesi

A cura di Luca Spoldi, Cefa, 6 In Rete Consulting Ceo (www.6inrete.it)

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