Flussi di capitali sulle borse Usa, indici ai massimi storici

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Avatar di Stefano Fossati 29 Ottobre 2019 | 13:00

A cura di Matteo Paganini, Managing Director Italy di Pepperstone

Ieri intitolavamo il nostro pezzo “Borse Usa verso i massimi storici. Perché?” e massimi storici sono stati. Sullo S&P 500, a livello statistico, vedevamo potenziali target in area 3.045, con la necessità di spezzare eventuali operatività ogni 5 dollari una volta superata l’area di 3.030, con la possibilità di vedere perdurare le correlazioni positive tra i diversi listini mondiali, con un Dax potenzialmente proiettato a 13mila punti, area non raggiunta ma alla quale ci siamo per ora avvicinati. Il Nasdaq ha toccato area 8.120. Nella mattinata di ieri ho ricevuto anche una telefonata dall’agenzia Dow Jones che mi chiedeva un’idea sui listini italiani dopo il voto in Umbria che ha portato a degli “scossoni politici” e la mia risposta è stata, in sintesi e soldoni: “Le borse sono troppo ben correlate tra di loro a livello mondiale e i flussi di capitale sono ancora in entrata, possibili ripercussioni su reddito fisso ma il Ftse Mib è proiettato a nuovi massimi relativi!”. Questo per far comprendere come, per il momento e in attesa della Fed di mercoledì, i mercati non stanno mostrando segnali di risk off e, sebbene occorra, da un punto di vista potenzialmente operativo, prestare attenzione a potenziali prese di profitto, i flussi alla ricerca di rendimenti continuano a rimanere, a nostro parere, predominanti.

Sul mercato valutario il dollaro sta mostrando delle prese di profitto, dopo i minimi battuti settimana scorsa ma non ravvediamo un dollarocentrismo stabile (il che significa, tradotto, lavorare sulle singole coppie di valute senza pensare a sfruttare delle correlazioni tra di loro) e le materie prime si trovano anch’esse in pausa, forzandoci a prestare più attenzione ai livelli intermedi intraday, che abbiamo visto ieri nella sezione tecnica e che continuiamo a monitorare insieme, come sempre.

Euro-dollaro

La situazione tecnica dell’euro continua a non essere interessante ma, a differenza degli ultimi giorni, sta mostrando per lo meno un tentativo di formazione di congestione a 4 ore che inizia a fornire l’area passante tra 1.1090 e 1.1110 come zona statica di riferimento che è intervenuta come resistenza di breve, zona che se superata a rialzo potrebbe produrre tentativi di ripartenza verso 1.1125 e 1.1150, con la possibilità di valutare estensioni ribassiste verso i minimi di ieri ed area 1.1060. Rimarchiamo comunque l’idea che il mercato non sia ben impostato tecnicamente.

Euro-dollaro

Dollaro-yen

Buono l’allungo del rapporto dollaro-yen sopra area 108.75, con il raggiungimento del primo target studiato ed il tentativo di allungo verso 109.25, che rimane un livello di attrazione se le borse dovessero continuare a produrre salite. Questa mattina abbiamo avuto la rottura a ribasso di un triangolo soprco orario (figura che va lavorata, tecnicamente, soltanto in caso di rottura a favore del movimento principale), il che rende la situazione tecnica nebbiosa. Ripartenze sopra 108.90 farebbero tornare attuali gli ultimi target visti ieri, approfondimenti ulteriori a ribasso potrebbero essere studiati soltanto in caso di estensione oltre 108.75, ma con livelli di attrazione a dieci punti il che non giustificherebbe un corretto r/r.

Dollaro-yen

Sterlina-dollaro

Situazione esattamente come quella di ieri sul cable con un 4 ore dove continuiamo a notare una possibile figura di continuazione rialzista con perdita di forza ribassista e l’idea rimane quella di attendere eventuali ripartenze oltre area 1.28 ¾ per estensioni potenziali verso area 1.2900, 1.2940 e 1.2990. Se il mercato dovesse scivolare sotto area 1.27 ¼, potremmo assistere a tentativi di correzione nell’ordine della figura.

Sterlina-dollaro

Dollaro australiano-dollaro Usa

Australiano che su un time frame orario ha rispettato perfettamente lo scenario tecnico studiato ieri, con il movimento verso i target citati in area 0.6875 che rimangono attuali per oggi, soprattutto in caso di tenuta dello scambio di ruolo visto ieri. Ripartenze sopra i massimi potrebbero condurre verso, per l’appunto, 0.6875 e 0.6890.

Dollaro australiano-dollaro Usa

Dax

Dax ottimo, con rottura a rialzo dei livelli visti ieri ed avvicinamento ad area 13.000, che rimane, insieme a 13.040 un target tecnico. Siamo di fronte al tentativo di formazione di una divergenza a 4 ore ribassista che però non mostra dei buoni rapporti tra r/r ai prezzi attuali, con l’idea di poterla lavorare soltanto in caso di discesa delle quotazioni sotto area 12.880 per estensioni verso 12.830, livello che se rotto potrebbe condurre a tentativi di estensione ulteriori verso 12.810, 12.790, 760 e 740. Occorre attendere la rottura di tale livello perché su area 12.890 passano supporti di livello 1 e 3, mentre la divergenza è di livello 4, dunque meno importante.

Dax

S&P 500

Ottimo l’indice sul quale stiamo assistendo alla formazione di una potenziale bandiera rialzista senza però il passaggio di confluenze grafiche di supporto interessanti. L’idea è dunque quella di attendere delle eventuali ripartenze sopra area 3.040 per estensioni verso 3.045, 3.050 e 3.055.

S&P 500

Oro e petrolio

Materie prime non ben tecniche oggi, con il petrolio che ieri si è comportato da manuale andando a raggiungere tutti i target studiati. Possibilità di seguire sul primo soltanto approfondimenti sotto area 1.489,50 per 1.487,50 e 1.483,50 e sul secondo sotto 55.30 per 54.90.

Oro

Wti

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