Fca parte a razzo, tiene banco ipotesi fusione con Psa. L’analisi

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di Stefano Fossati 30 Ottobre 2019 | 10:30

Occhi puntati su Fiat Chrysler Automobiles, dopo la conferma ufficiale giunta da Torino di trattative in corso per “creare un gruppo tra i leader mondiali della mobilità”, in risposta alle indiscrezioni diffuse ieri sera dal Wall Street Journal circa una possibile fusione tra il produttore italo-americano e il gruppo francese Psa, proprietario dei marchi Peugeot, Citroen, Opel e DS e secondo produttore europeo alle spalle della sola Volkswagen.

Dalla possibile fusione, di cui si è parlato più volte in passato prima che emergesse un’offerta da parte degli italiani, poi ritirata, per un’integrazione col gruppo Renault, nascerebbe il terzo produttore mondiale con vendite per 8,8 milioni di veicoli l’anno (pari al 10,2% del totale mondiale), quasi 190 miliardi di euro di ricavi, utili per 10,7 miliardi e una capitalizzazione di oltre 40 miliardi di euro, il cui capitale, agli attuali valori di borsa, sarebbe in mano a soci francesi per il 55% e per il 45% agli italiani (percentuali che portano a non escludere una possibile governance “paritetica”).

L’idea di un’aggregazione piace alle banche d’affari, con Jp Morgan che in una nota ha sottolineato come probabilmente il nuovo produttore sarebbe “il migliore o tra i migliori gruppo automobilistico operante tra Nord America, America Latina ed Europa”. L’Asia non viene indicata e rappresenterebbe probabilmente il principale tallone d’Achille, essendo entrambi i produttori poco presenti su tale mercato, ma Fidentis, che su Fca conferma il “buy” con target a 20-22 euro per azione, trova la notizia comunque “molto positiva” e sottolinea come “a livello geografico i due gruppi potrebbero integrarsi perfettamente”.

La reazione del mercato, con Psa che in apertura guadagna il 6,5% e Fca che apre con un balzo all’insù superiore al 10% fino ad un picco di 12,99 euro per azione prima di veder scattare prese di profitto e ridiscendere verso i 12,75 euro (+8,5% comunque) con oltre 15 milioni di pezzi già passati di mano, il che la dice lunga sul giudizio che danno i mercati a un’operazione che alleggerirebbe il peso del mercato italiano (ed europeo) sui conti del nuovo soggetto, che disporrebbe anche di una gamma ben diversificata e della capacità finanziaria per ulteriori investimenti sulla stessa.

I giudizi degli analisti su Fca

Fino a ieri su Fca i giudizi erano nel complesso moderatamente positivi, con 12 “buy”, 15 “hold” e solo 3 giudizi negativi, a fronte di un target price medio di 14,46 euro che non sembra più così sfidante come obiettivo trovandosi a meno di 2 euro dai livelli di stamane (con un potenziale implicito del 15% circa), peraltro in linea con le quotazioni già raggiunte solo 12 mesi fa da Fiat Chrysler Automobiles a Piazza Affari.

Più distante restano invece i massimi storici di poco più di 18 euro per azione visti a fine gennaio 2018, ma gli analisti di Banca Akros hanno già alzato il prezzo obiettivo da 14,7 a 17,5 euro stamane, ritenendo che l’operazione abbia una probabilità del 50% di andare in porto e precisando che se Fca venisse valorizzata agli stessi multipli di Psa potrebbe arrivare a valere 20 euro per azione.

Se per gli aspetti fondamentali è comunque necessario attendere che l’operazione venga annunciata nei suoi dettagli, sempre che la stessa non finisca su un binario morto come già con Renault per lo scattare di veti politici italiani o francesi (il tesoro francese è socio al 12,2%, alla pari con la famiglia Peugeot e la cinese Donfeng Motor, pur con diritti di voto pari al 9,75% contro il 19,5% dei Peugeot e di Dongfeng), gli analisti tecnici fino a ieri erano totalmente neutri sul titolo, indicando prime resistenze al rialzo a 12,1-12,2 euro (il cui superamento andrà dunque confermato in chiusura) ovvero supporti poco sopra gli 11,5 euro, con una stop loss di 11,78 euro che ieri sembrava essere stata violata ma oggi appare da rivedere.

L’andamento di Fca a Piazza Affari negli ultimi 12 mesi

A cura di Luca Spoldi, Cefa, 6 In Rete Consulting Ceo (www.6inrete.it)

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