Cinque idee da Draghi

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Avatar di Private Banker 19 Maggio 2008 | 10:42
Le turbolenze registrate nell’estate del 2007 hanno fatto seguito ad una eccezionale crescita del credito e del leverage nel sistema finanziario.
Un lungo periodo di condizioni economiche e finanziarie favorevoli ha finito per aumentare il rischio che prenditori e investitori erano disposti a correre. Gli intermediari hanno reagito espandendo il mercato delle cartolarizzazioni del rischio di credito e sviluppando in modo aggressivo il modello originate-to-distribute dell’intermediazione finanziaria.

ll sistema è diventato sempre più dipendente dagli standard di sottoscrizione degli originators e dal comportamento delle agenzie di rating.
Dall’estate del 2007, le perdite accumulate relative ai mutui subprime statunitensi hanno innescato una diffusa turbolenza nel sistema finanziario globale.
Perdite di elevato ammontare sono state sopportate dagli strumenti complessi di finanza strutturata. Gli intermediari hanno diminuito la leva finanziaria e hanno aumentato la domanda di attività liquide. Molti mercati del credito si sono trovati in condizioni di illiquidità, ostacolando in tal modo l’espansione del credito.
 
Otto mesi dopo l’inizio delle turbolenze sul mercato, i bilanci degli intermediari finanziari sono ancora appesantiti da attività che hanno registrato notevoli perdite di valore e dalla diminuzione della liquidità del mercato. Gli operatori mostrano riluttanza ad effettuare transazioni in questi strumenti, aumentando in tal modo l’incertezza sul piano finanziario e macroeconomico.
Al fine di ristabilire la fiducia nella solidità del mercato e degli intermediari, le autorità nazionali sono intervenute con misure eccezionali per facilitare l’aggiustamento e attenuare l’impatto sull’economia reale. Tra queste: azioni di stimolo a livello monetario e fiscale, operazioni di liquidità da parte delle banche centrali, misure volte a promuovere la liquidità delle attività e la risoluzione dei problemi presso specifiche istituzioni. Le imprese finanziarie si sono impegnate a ricostituire il patrimonio e le riserve di liquidità.


 
Ciononostante, il sistema finanziario rimane sotto stress. Mentre le autorità nazionali continuano a valutare azioni di breve termine ove le condizioni lo richiedano, al fine di ristabilire la fiducia nella solidità dei mercati e degli intermediari è ora essenziale impegnarsi nel rafforzamento della solidità del sistema finanziario globale.
A tal fine, il Financial Stability Forum propone azioni concrete nelle seguenti cinque aree:
  • rafforzamento della vigilanza prudenziale sul patrimonio, sulla liquidità e sulla gestione del rischio;
  • potenziamento della trasparenza e delle valutazioni;
  • modifiche nel ruolo e nell’utilizzo dei rating per il rischio di credito;
  • rafforzamento della risposta ai rischi da parte delle autorità;
  • meccanismi robusti per gestire le tensioni nel sistema finanziario.
In molte delle aree sopra indicate si stanno realizzando interventi di policy e sono in atto iniziative da parte del settore privato. Il FSF faciliterà il coordinamento di queste iniziative e vigilerà sulla loro tempestiva realizzazione, preservando così i vantaggi dell’integrazione dei mercati finanziari a livello globale e di condizioni uniformi di concorrenza tra paesi. Il Forum riconosce le forti tensioni in cui opera attualmente il sistema finanziario e si impegnerà affinché la realizzazione degli interventi e delle iniziative eviti di inasprire la situazione di tensione nel breve termine.
 
Una questione che necessita maggiore approfondimento riguarda le forze che contribuiscono alla prociclicità nel sistema finanziario. Verranno esaminati i fattori trainanti di tale andamento prociclico e le possibili opzioni per affievolirli. Come per le aree oggetto di discussione nel presente Rapporto, l’obiettivo sarà quello di rafforzare l’efficienza e la solidità del sistema, senza ostacolare i processi di disciplina del mercato e di innovazione che sono essenziali per il contributo del sistema finanziario alla crescita economica.
 
Così ha parlato Mario Draghi, governatore della Banca d’Itala, in qualità di presidente del Financial Stability Forum. Le cinque ricette di Draghi sono concrete e semplici: vedremo se i regulator sapranno applicarle per davvero.

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