Accordo tra GLG e Fideuram nei fondi 130/30

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Avatar di Marco Mairate 20 Maggio 2008 | 14:18
GLG Partners, società di gestione britannica attiva nella gestione di asset alternativi, è stata scelta da Banca Fideuram per gestire un portafoglio di 3 miliardi di dollari.

Secondo i termini del mandato, il manager quotato alla Borsa di New York gestirà per conto di Fideuram tre mandati UCITS III 130/30. I fondi 130/30 sono l’ultima evoluzione in termini di fondi comuni grazie ad uno regolamento che permette loro una maggior libertà di gestione che si avvicina a quella dei fondi hedge.

La gestione dei mandati della società guidata da Tommaso Corcos dovrebbe partire alla fine del terzo trimestre con un capitale iniziale di 3 milairdi di dollari: la società applicherà commissioni di gestione dedicate agli investitori istituzionali mentre per quanto riguarda le commissioni di performance queste verranno applicate solo se il rendimento del fondo supererà un non meglio specificato benchmark azionario (il cosidetto hurdle rate).

Noam Gottesman
, presidente e co-chief executive officer di GLG, ha detto: “abbiamo un rapporto molto stretto con Banca Fideuram, per la quale gestiamo già un portafoglio di 250 milioni di dollari. Siamo orgogliosi di avere questa opportunità unica di espandere la nostra attività e rafforzare la partnership con la banca e il suo network impegnato ad allargare l’attuale offerta di prodotti”.
Greg Coffey, gestore del fondo Emerging Markets per GLG
La crisi di performance (e raccolta) dell’industria italiana del risparmio gestito sembra così trovare le prime soluzioni al problema: diversificare l’offerta verso i prodotti più innovativi e puntare sui milgiori talenti dell’industria dell’asset management.

GLG gestisce attualmente 25 miliardi di dollari tra fondi hedge e long only, massa che salirà a quasi 28 miliardi dopo l’accordo con Fideuram.

Di recente la società di Gottesman ha catalizzato l’attenzione dell’industria dopo che il gestore del fondo sui mercati emergenti di GLG, Greg Coffey (nella foto), ha deciso di lasciare la società rinunciando ad un pacchetto azionario valutato circa 300 milioni di dollari.

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