Criptovalute, Jim Rogers pentito di non aver investito in Bitcoin

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di Gianluigi Raimondi 4 Marzo 2021 | 13:05

Jim Rogers, tra i più autorevoli analisti finanziari e trader di materie prime a livello globale, si è pentito per non avere investito in Bitcoin. Lo ha dichiarato nel corso di un’intervista a RealVision, come riportato da Cryptonomist.ch.

Il rapporto di Jim Rogers con il Bitcoin

Il rapporto di Jim Rogers con il Bitcoin sembra essere stato piuttosto conflittuale: nei mesi scorsi infatti aveva detto che Bitcoin era una bolla e che valeva “zero”. Era giugno 2020, Bitcoin si stava riprendendo dopo il crash di marzo che lo aveva portato sotto i 4.000 dollari. Oggi Bitcoin vale oltre 50.000 dollari, e c’è da ipotizzare che Jim Rogers possa essersi reso conto che la sua previsione è stata sbagliata.

Infatti, come riporta Business Insider, nella sua ultima intervista avrebbe ammesso il rimpianto: Vorrei aver comprato bitcoin. Farò notare che molte criptovalute sono già scomparse e sono andate a zero. Tutti sentiamo parlare di bitcoin. Non sentiamo parlare delle decine che non esistono più”.

Queste parole indicano sì, un rimpianto per un investimento mancato, ma non nascondono uno scetticismo di fondo per il settore delle criptovalute, dove fin troppi progetti sono nati e morti nel giro di poco tempo.

Già nel 2014, quando il Bitcoin valeva qualche centinaio di dollari, l’ex socio di George Soros ammise di non averne comprati perché non lo conosceva a sufficienza. Per questo, disse, poteva aver perso un occasione.

Ma Rogers per il Bitcoin non vede un futuro facile. Quel che Jim Rogers preannuncia, è una regolamentazione che possa mettere fuori legge Bitcoin: “Se il bitcoin diventerà mai una valuta valida invece di un veicolo di scambio, potranno metterlo fuori legge. I governi non vogliono perdere il controllo; a loro piace il loro monopolio. Pensi che diranno, ‘OK, qui ci sono i dollari USA, e sono sul computer, ma se vuoi usare qualcos’altro, puoi’? Questa non è la mia esperienza con i governi in nessun momento della storia”.

Al momento comunque Bitcoin rappresenta più una riserva di valore che un mezzo di scambio veramente in grado di sostituire il dollaro USA. Tuttavia c’è chi come Max Keiser ha ipotizzato che Bitcoin potrebbe raggiungere una capitalizzazione di mercato superiore a quella dell’oro e potrebbe perfino arrivare a minacciare il dollaro USA.

Ecco, prima che ciò accada secondo Jim Rogers i governi interverranno per difendere ciò che gli appartiene: la sovranità monetaria.

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