Mercati, ipotesi freno alle criptovalute da parte della Fed

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di Redazione 12 Marzo 2021 | 14:12

Per quanto tempo ancora le banche centrali e le autorità di vigilanza rimarranno a osservare la rapida crescita delle criptovalute? Le criptovalute rappresentano una quota già sorprendentemente grande dell’offerta di moneta negli Stati Uniti.

O le odi o le ami. Pochi investitori sono indifferenti davanti alle criptovalute. Nemmeno i più ricchi al mondo. Bill Gates, ad esempio, consiglia di tenersi alla larga dalle criptovalute a meno di non essere ricchi come Elon Mask, che recentemente ha rivelato di essere un fan delle criptovalute.Certamente non mancano altrettanti motivi per essere contrari alle nuove “valute”. Almeno su un punto sembra esserci un accordo: la tecnologia sottostante, la blockchain, ha davanti a sé un grande futuro. Ma le opinioni già divergono sulla questione della necessità o meno che le “valute” si dimostrino uno strumento quotidiano di pagamento se vogliono svolgere la funzione di riserva di valore.

Tra coloro che non possono rimanere indifferenti alla questione vi sono le banche centrali e le autorità di regolamentazione. Per loro, è di grande importanza la sovranità sull’offerta di moneta e sulla sicurezza degli strumenti alternativi di pagamento.

Questo aspetto è stato nuovamente sottolineato proprio questa settimana da Gary Gensler, il responsabile dell’agenzia di regolamentazione della SEC (Security and Exchange Commission) nominato dalla nuova Amministrazione statunitense. Gary Gensler ha dichiarato che tenere il mercato delle criptovalute libero da frodi e manipolazioni rappresenta una sfida per la SEC. Già la settimana prima, Janet Yellen, il Segretario del Tesoro, aveva espresso poco entusiasmo rispetto alla maggior parte delle criptovalute, prevedendo la creazione da parte della Federal Reserve degli Stati Uniti (Fed) di una propria valuta digitale.

Ma nessuna delle principali banche centrali ha ancora staccato la spina alle criptovalute. Questo porta a chiedersi se ciò sia addirittura possibile, senza provocare grande subbuglio nei mercati finanziari. Per comprendere le dimensioni di questo nuovo settore, non è sufficiente guardare soltanto alla capitalizzazione di mercato di tutte le criptovalute esistenti. Essa equivale attualmente a circa 1,6 trilioni di dollari statunitensi, indicativamente pari all’ammontare di tutte le banconote e le monete in dollari in circolazione. Inoltre, occorre anche tenere conto di tutti i prodotti finanziari e di tutte le società che sono nate intorno alle criptovalute.

Nel grafico sottostante gli analisti di Dws mostrano come si potrebbe rappresentare un termometro del nervosismo delle banche centrali. Il grafico mostra il valore di mercato di tutte le criptovalute in percentuale dell’offerta di moneta M2 degli Stati Uniti, nonché l’incredibile crescita della stessa moneta M2. Questo valore raggiungerà rapidamente il 10% e balza all’occhio, in particolare, il rapido incremento degli ultimi mesi.

“Non sappiamo quando potrà essere raggiunta la soglia critica. Ma, alla luce della dimensione del mercato delle criptovalute illustrata in precedenza, riteniamo che l’intervento si tradurrà più probabilmente in un deflusso controllato piuttosto che in una fine improvvisa”, sottolineano da Dws.

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