Investimenti, al via un superciclo per le commodity legate alle batterie

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di Redazione 18 Marzo 2021 | 14:26

I gas serra sono presenti in natura, con lo scopo di innalzare le temperature al fine di creare le condizioni ideali per la riproduzione della vita. Il problema riguarda le emissioni prodotte dall’uomo, che a partire dai tempi della rivoluzione industriale rischiano di compromettere il naturale equilibrio dei gas serra. Mentre molti Governi stanno pubblicando gli ambiziosi programmi di “emissioni zero” entro il 2050, il mercato punta sui veicoli elettrici e sulle energie rinnovabili.

Infatti, dato l’impegno di lungo termine di molti Paesi, gli investitori si sono posizionati nel settore, scommettendo sulla forte crescita delle commodities essenziali allo sviluppo delle batterie per le auto elettriche, che fanno parte del macro settore ESG.

“Considerando i volumi investiti in ESG, crediamo che gli investitori stiano puntando sul cosiddetto “superciclodel prezzo dei metalli essenziali allo sviluppo delle batterie per le auto elettriche. In altre parole, sul vertiginoso innalzamento dei prezzi dei metalli correlati alle batterie per le auto elettriche”, afferma Antonio De Negri, fondatore e ad di Cirdan Capital.

“A sostegno della nostra ipotesi vi è la tesi basata su dati derivanti dal mercato: gran parte delle azioni presenti nel Global Lithium and Battery ETF ha registrato una performance del +170% nell’anno, mentre i principali produttori del litio (uno dei metalli fondamentali per la realizzazione di batterie per auto elettriche) hanno raccolto più di 2 trilioni di dollari da investitori negli ultimi mesi.

Dato il recente interesse per il settore da parte degli investitori e di conseguenza dei produttori di batterie, “stimiamo che l’offerta di metalli possa diminuire nel breve termine, influenzando lo sviluppo delle batterie“, avverte negri.

“Crediamo che la crescita di un’economia elettrica sia condizionata dall’offerta di metalli per batterie sul mercato, tra cui nickel, rame, cobalto e litio, pertanto, stimiamo che per un periodo di circa tre anni l’offerta di metalli sul mercato potrebbe essere insufficiente rispetto alla domanda e pensiamo che questo possa generare sia un incremento di prezzo sia un lieve rallentamento nella produzione di batterie per le auto elettriche”.

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