Grano a buon mercato? Solo un ricordo

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di Marco Mairate 4 Giugno 2008 | 10:30
I prezzi dei beni alimentari salgono? E’ ‘colpa’ della dieta di milioni di asiatici che ora vogliono mangiare carne e pasta facendo salire alle stelle i prezzi delle materie prime. In un quadro già grigio, il futuro sembra ancora più incerto e il cibo a buon mercato rimane un ricordo ormai lontano.

Panico rientrato sui prezzi delle derrate alimentari? Si, secondo quanto si evince dal recente calo dei prezzi registrato in aprile (il primo in 15 mesi). No, se si leggono alcuni passaggi dell’ultimo report pubblicato dall Fao “Food Outlook – Global Market Analysis”.

Secondo l’organizzazione delle Nazioni Unite per l’alimentazione e l’agricoltura, i prezzi delle materie prime sono destinati a rimanere elevati nonostante l’output elevato.  L’esplosione dei prezzi di grano e soia, quindi, continuerà a pesare in modo particolare su paesi più poveri, costretti a spendere parte del loro bilancio per comprare cibo: secondo la ricerca il costo per l’importazione di cibo, nel 2008, globalmente costerà quattro volte di più di quanto si spendeva nel 2000.

E’ vero quindi che i prezzi delle materie prime hanno cominciato una lenta discesa ma difficilmente i valori torneranno sui minimi dello scorso anno (l’indice FAO food price index è rimasto sostanzialmente stabile da febbraio ma la media dei prezzi dei primi quattro mesi dell’anno segna un rialzo del 53% sui prezzi del 2007).

“Il cibo non è più il bene a buon mercato che era una volta. L’aumento dei prezzi degli alimentari continuerà a peggiorare la situazione, già difficile, di  854 milioni di persone”
ha detto il Direttore Generale della FAO, Hafez Ghanem. “Stiamo correndo il rischio che il numero delle persone senza cibo aumenti nei prossimi anni di milioni e milioni di persone”.


Perché i prezzi salgono?

Calorie assunte dalla popolazione dell'est e sudest asiatico (Kcal/persona/giorno). Fonte:FAO
Effettivamente, nonostante il buon livello di produzione atteso per il resto dell’anno, il tanto atteso calo dei prezzi nella stagione 2008/2009 sarà inferiore di quanto molti si aspettano. Questo perché l’attuale produzione è ancora in parte destinata a rifornire i magazzini e a fronteggiare l’aumento della domanda mondiale.

 

A questo si aggiungono poi alcuni fattori che continueranno a pesare nel lungo termine:

• Il rapido aumento della capacità di spesa e delle abitudini alimentari delle popolazioni
  asiatiche (vedi grafici a fianco)

• Un periodo prolungato di bassa crescita nella produzione agricola mondiale

• La corsa sfrenata nella produzione di biofuel come risposta
  principale ai cambiamenti climatici e al caro benzina.
 

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