Azioni Aim, Franchi Umberto Marmi ambasciatore del Made in Italy. L’analisi

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di Redazione 24 Marzo 2021 | 12:58

Franchi Umberto Marmi ha debuttato all’Aim di Borsa Italiana lo scorso ottobre in seguito alla business combination con TheSpac, forte di un business che presenta i tratti distintivi del settore del lusso e con una strategia che punta a un maggior presidio dei mercati internazionali. Un percorso di sviluppo solo marginalmente intaccato dalla crisi Covid, con il gruppo che nel 2020 è riuscito a mantenere livelli di redditività di eccellenza prossimi al 40% e a confermare il dividendo. A partire dal quarto trimestre, il gruppo ha registrato una significativa ripresa dei risultati che dovrebbe consentire un ritorno sui livelli pre-pandemia già quest’anno, per poi prepararsi a un nuovo ciclo di sviluppo. Ecco di seguito l’analisi di Market Insight.

        1. Alberto Franchi, Presidente e Ceo di Franchi Umberto Marmi, illustra le priorità strategiche
        2. Diversificazione geografica
        3. Il focus sulla crescita anche per linee esterne
        4. R&D e Sostenibilità
        5. I risultati 2020
        6. Lo scenario 2021-2022
        7. Borsa

“Diversificazione geografica, M&A, R&D e sostenibilità”. Sono questi i punti chiave della strategia di Franchi Umberto Marmi individuati dal Presidente e Amministratore delegato Alberto Franchi, con l’obiettivo di confermare la propria leadership nel settore del marmo di Carrara.

La Società, con quasi 50 anni di esperienza, è attiva in particolare nella lavorazione e commercializzazione di blocchi e lastre di marmo, autentica espressione del “Made in Italy” e del lusso di cui è ambasciatrice a livello globale.

L’attività dell’azienda è principalmente concentrata presso la sede di Carrara, dove sono ubicati cinque moderni capannoni adibiti a showroom e un edificio nel quale sono ospitati gli uffici amministrativi. Nei primi mesi del 2020 è stata poi completata la nuova area espositiva del Gruppo, diventando il più grande spazio commerciale dedicato al marmo di Carrara.

La società è riuscita a perseguire negli anni una politica di crescita ampliando la propria attività sul mercato nazionale e internazionale, attraverso una strategia di diversificazione geografica focalizzata prima sul mercato asiatico e mediorientale, per poi iniziare la commercializzazione dei propri prodotti anche negli Usa.

Il tutto potendo contare su un modello di business integrato che copre tutte le fasi del processo produttivo e distributivo, ponendo sempre grande attenzione alla cultura del marmo della città di Carrara e alla sostenibilità, nel rispetto e nell’integrazione con il territorio.

Da sottolineare poi la finalizzazione dell’acquisizione del 50% della società Ingegner Giulio Faggioni Carrara S.r.l., lo scorso gennaio, operazione che rafforza ulteriormente la leadership nel segmento dei marmi di qualità portando in dote la prospettiva di un ulteriore miglioramento della redditività.

Un deal che apre inoltre la strada a eventuali ulteriori opportunità di M&A, forti di una solida generazione di cassa garantita dagli elevati livelli di marginalità che caratterizzano il business del gruppo.

Pur in un anno difficile come il 2020, infatti, FUM è riuscita a realizzare oltre 50 milioni di ricavi, mantenendo una redditività di eccellenza con un Ebitda margin adjusted prossimo al 40% e confermando il dividendo con un pay-out del 70%.

Potenzialità non ancora del tutto riconosciute dal mercato dato che il titolo, sottolineano gli analisti, presenta ancora un forte sconto sui multipli rispetto ai peers, pur presentando diversi elementi distintivi dei players del lusso.

Clicca qui per continuare a leggere l’analisi di Market Insight su Franchi Umberto Marmi.

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