Investimenti, tre motivi per cui le azioni Usa sono ancora interessanti

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Avatar di Redazione 26 Marzo 2021 | 14:12

Con le azioni Usa ai massimi storici, Cormac Weldon (strategist US equities per Artemis) illustra i tre motivi per cui continua a ritenere ancora interessante un investimento sulle azioni quotate a Wall Street spiegando come un gestore attivo può scegliere fra tantissime società quotate a prezzi ragionevoli con prospettive promettenti.

  1. Il contesto favorevole

Grazie alle politiche monetaria e di bilancio messe in campo, la Federal Reserve (la Fed) e l’amministrazione Biden sono di fatto diventato i garanti dell’economia statunitense. La Fed è intervenuta per limitare i danni economici della pandemia, grazie ad un sostegno finanziario a famiglie, datori di lavoro, mercati finanziari e autorità statali e locali che può arrivare fino a 2,3 trilioni di dollari. “Stiamo utilizzando questo potere finanziario in misura fino a questo momento inimmaginabile e… continueremo ad utilizzarlo con vigore… fino a quando non saremo fiduciosi di aver imboccato la strada della ripresa”, ha dichiarato Jay Powell, presidente della Fed ad aprile 2020.

È stato di parola. Il 23 marzo 2020, la Fed aveva annunciato un “QEterno”, affermando che avrebbe acquistato titoli “nella misura necessaria a promuovere l’ordinato funzionamento dei mercati e l’efficace trasmissione della politica monetaria per sostenere quanto più è possibile le condizioni finanziarie”. Da allora, la Fed compra almeno 80 miliardi di dollari in obbligazioni del Tesoro USA e 40 miliardi di obbligazioni garantite da ipoteche su immobili residenziali e commerciali ogni mese. Nel solo periodo compreso fra la metà di marzo e gli inizi di dicembre del 2020, il portafoglio titoli della Fed è cresciuto da 3,9 a 6,6 trilioni di dollari.

Oltre a questo, pur continuando a tenere i tassi di interesse prossimi allo zero, la Fed è impegnata anche su altri fronti, concedendo per esempio finanziamenti agli operatori di borsa. Ma anche i poteri e gli strumenti della Fed, per quanto notevoli, non sono sufficienti a porre rimedio ai danni inflitti dal Covid. Ecco perché c’è stato una risposta dal lato della spesa pubblica da parte del Congresso e del Presidente, sotto forma di sostegno alle imprese e di assegni alle famiglie. Infatti, secondo le ultime notizie, sembra che il Piano di Salvataggio da 1,9 trilioni di dollari del Presidente Biden inietterà anche una maggiore liquidità nel sistema. E quindi per le azioni, secondo il vecchio adagio, “Quando arriva la marea tutte le navi salgono”.

  1. Covid gradualmente sotto controllo

Tralasciando l’economia, il costo umano del Covid negli USA è sconvolgente, con quasi 550.000 morti, circa 10 milioni di disoccupati e imprese e vite devastate. Fortunatamente, la rapidità con cui sono stati sviluppati dei vaccini efficaci rimarrà negli annali a testimonianza dell’ingegno umano. Gli USA sono i primi al mondo in termini di vaccini somministrati e le case farmaceutiche hanno promesso di consegnare dosi sufficienti a vaccinare 130 milioni di americani entro la fine di marzo e 300 milioni entro la fine di maggio. “L’immunità di gregge è alle porte. Se le cose stanno effettivamente così, gli enormi risparmi accumulati durante la crisi e la domanda repressa” dovrebbero consentire a parti molto depresse dell’economia USA di ritornare ad una certa normalità. Le previsioni di crescita economica per il quarto trimestre di quest’anno sono molto incoraggianti.

  1. Società con un grande potenziale

Nel corso della crisi siamo rimasti colpiti dal numero di società che ha reagito bene, controllando i costi, gestendo nuove modalità di lavoro e venendo incontro alle esigenze dei clienti. Naturalmente sono stati i giganti dell’high-tech ad aver dominato i titoli di testa ma molte aziende più tradizionali hanno sfruttato le opportunità dell’e-commerce causate dal Covid e azioni considerate noiose – quelle delle ferrovie, per esempio – svolgeranno un ruolo cruciale nell’attesa ripresa dei consumi. Quindi, vediamo opportunità per tante società con un grande potenziale.

È ovvio che ci sono rischi. L’inflazione è stata fino a questo momento, forse in maniera sorprendente, dormiente. Tassi di interesse imprevedibilmente alti e rendimenti obbligazionari in ascesa comprometterebbero le azioni rapidamente, e forse invertirebbero la rotta di un mercato immobiliare che è già ai massimi per gli ultimi 10 anni. Potrebbero emergere nuove e più virulente varianti del Covid. Alcuni settori e azioni sono già abbastanza costosi.

Nel complesso, però, mentre cerchiamo buone società con prospettive promettenti, le cui azioni sono più propense ad andare su che ad andare giù, ci troviamo di fonte ad un’abbondanza di candidati che competono per un posto nel portafoglio che gestiamo.

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