Unicredit, l’asso Orcel si prepara a pigliare tutto

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Marcello Astorri di Marcello Astorri 30 Marzo 2021 | 10:32
Da Mps a Banco Bpm, passando per Mediobanca. Il nuovo ad designato di Unicredit si prepara incendiare l’M&A italiano

Mps e Banco Bpm, in alternativa Mediobanca. Sono petali della margherita di Unicredit. C’è ormai il conto alla rovescia per l’insediamento di Andrea Orcel sulla poltrona di amministratore delegato di Unicredit. L’incoronazione formale sarà il prossimo 15 aprile durante l’assemblea degli azionisti, ma l’asso dell’M&A in realtà sta già lavorando sotto traccia da diverso tempo.

C’è chi lo ha descritto come il Cristiano Ronaldo dei banchieri e, almeno dalle indiscrezioni che corrono sui mercati, il debutto del nuovo numero uno di Piazza Gae Aulenti sembra essere degno delle migliori prestazioni del fuoriclasse della Juventus. Il dossier principale, infatti, è quello che risponde al nome di Mps, il gigante bancario malato che vede lo Stato come primo azionista e cerca disperatamente un partner per sopravvivere. Al di là delle magagne, Mps è tuttora uno dei più importanti gruppi bancari italiani e ha in pancia anche Banca Widiba con la sua rete di consulenti finanziari. Si è parlato di una dote fino a 6 miliardi di euro per convincere Unicredit a rilevare Mps. Il nuovo governo Draghi e l’attività di ponte svolta dal presidente Pier Carlo Padoan potrebbero facilitare un deal che sembrava annunciato, ma che fino a ora ha dimostrato di non esserlo.

Dopo Mps, tuttavia, l’appetito di Orcel potrebbe non saziarsi: ci sono voci sempre più insistenti di colloqui in corso con Giuseppe Castagna, amministratore delegato di Banco Bpm. Il tridente Unicredit-Mps-Banco Bpm potrebbe segnare veramente una nuova fase del settore bancario, con un nuovo polo nascente in grado di controbilanciare la massa di Intesa Sanpaolo fresca di acquisizione del gruppo Ubi Banca.

Esistono, tuttavia, anche delle alternative, per ora da relegare sotto la categoria suggestioni, ma sicuramente possibili. Almeno nei numeri. Nelle scorse settimane, infatti, gli analisti di Deutsche Bank hanno definito possibile e, anzi, più desiderabile un deal con il gruppo Mediobanca, che ha in pancia un gioiellino emergente dell’advisory come CheBanca!. Qualunque sia la direzione intrapresa dalla nuova Unicredit, di certo dall’asso dell’M&A si sa cosa aspettarsi.

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