Mercati, per La Doria obiettivi futuri più sfidanti. L’analisi

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di Redazione 31 Marzo 2021 | 10:44

La pandemia ha impattato positivamente sui conti 2020 del gruppo La Doria, attivo nel settore conserviero. I ricavi sono aumentati a 848 milioni (+18%) l’Ebitda è salito al 9,8% (+200 bp) e l’utile netto a 56,7 milioni, dai 20 milioni circa di fine 2019. Performance frutto dell’incremento dei volumi connesso al cambiamento delle abitudini dei consumatori, ma anche all’efficienza industriale raggiunta grazie agli investimenti effettuati negli ultimi anni. Risultati che superano le aspettative del precedente business plan e consentono al management di puntare ad obiettivi ancora più sfidanti con il nuovo piano strategico triennale che punta al rafforzamento della leadership internazionale nel mercato delle private labels. Ecco di seguito l’analisi di Market Insight.

        1. Modello di Business
        2. Conto Economico
        3. Stato Patrimoniale
        4. Ratio
        5. Piano Industriale 2021-2023
        6. Outlook
        7. Borsa

Modello di Business

La Doria, leader nella produzione di derivati del pomodoro, frutta, legumi conservati e sughi pronti, è un gruppo fortemente orientato all’export e produce prevalentemente a marchio private labels (marchi delle catene distributive). Il Gruppo dispone di sei siti produttivi distribuiti in tutta Italia.

L’attività è svolta attraverso le seguenti linee di business:

  • linea rossa, che comprende pomodori pelati, polpe e passate (anche aromatizzate) e pomodorini;
  • linea legumi, vegetali e pasta in scatola, che comprende principalmente legumi lessati, baked beans, carote e pasta in scatola;
  • linea sughi, focalizzata su sughi pronti preparati con ricette tradizionali Italiane a base di pomodoro, carne, pesto, pesce e sughi bianchi;
  • linea frutta, che comprende succhi e bevande prodotti dalla capogruppo per il mercato italiano, oltre a frutta in scatola commercializzata dalla controllata LDH sul mercato inglese;
  • altre linee, riferite principalmente a prodotti importati da terzi e commercializzati dalla controllata LDH sul mercato britannico, quali pasta secca, tonno e salmone, mais in scatola e altri. 

Conto Economico

Nell’anno della pandemia, i risultati del gruppo hanno evidenziato un deciso miglioramento rispetto al 2019, superando anche le previsioni del management. Il rilevante incremento del fatturato e della marginalità è stato trainato dai maggiori volumi, frutto anche del cambiamento delle abitudini dei consumatori scaturito dall’eccezionale momento, e  dall’efficienza industriale generata dall’ingente piano investimenti lanciato nel 2018.

I ricavi del gruppo con una crescita del 18% si sono portati a 848 milioni e generati per l’83% oltrefrontiera (+20,4%), con una crescita dei volumi venduti pari al 16,2%; +19,1% a 855 milioni a cambi costanti.

La migliore performance è stata realizzata nell’area sughi (+ 23,8%), seguita dai derivati del pomodoro “linea rossa” (+19,8%), dai legumi e vegetali (+10,3%) e dai succhi frutta (+4,3%). Più corposo l’aumento dei ricavi generati dal trading svolto dalla controllata LDH sul mercato inglese (+27,4%).

Più che proporzionale rispetto ai ricavi lo sviluppo dell’Ebitda a 83 milioni (+48%), con una marginalità salita di 200 basis point al 9,8%. Ancora più evidente la crescita dell’Ebit balzato a 64,8 milioni, dai 34,6 milioni di fine 2019, configurando una redditività al 7,6% dal 4,8%, contabilizzati minori ammortamenti, accantonamenti e svalutazioni (-15% a 18,3 milioni).

La gestione finanziaria contribuisce poi con 3,5 milioni di proventi netti, rispetto ai 6,8 milioni di oneri netti del 2019, beneficiando del diverso apporto della componente cambi, passata da oneri per  milioni 5 milioni di fine 2019 a proventi per 4,9 milioni.

L’esercizio chiude con un utile netto in ascesa a 56,7 milioni (19,9 milioni nel 2019), di cui 4,9 milioni derivanti dal riallineamento dei valori fiscali ai valori IAS ai sensi del DL 104/2020, al netto dei quali l’utile netto sarebbe pari a pari a 51,8 milioni.

Clicca qui per continuare a leggere l’analisi su La Doria di Market Insight.

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