Mercati, vincitori e vinti di marzo

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Avatar di Redazione 1 Aprile 2021 | 14:04

Lo scorso marzo è stato un mese speso sulla difensiva dai mercati azionari, che hanno comunque chiuso ieri con un buon allungo dei listini americani (trainati da un ritrovato Nasdaq) grazie anche alla rivelazione del nuovo e ambizioso piano infrastrutturale di Biden da 2,25 trilioni di dollari, che verrà però finanziato da maggiori tasse per i prossimi 15 anni).

Vincitori e vinti in Borsa nel mese di marzo

A chiusura del mese il vincitore pare essere però il dollaro, che chiude il migliore trimestre dal giugno 2018 contro lo yen e contestualmente la performance più robusta contro euro dal settembre 2019, complice anche la costante pressione sui rendimenti dei decennali americani che ancora ieri chiudono in prossimità dei massimi di periodo in area 1,72%.

Materie prime sulla difensiva, con il petrolio in attesa delle determinazioni odierne da parte dell’OPEC+. Tra i metalli idustriali, il nickel chiude il mese con una flessione del 14% seguito dal rame che ancora questa mattina mostra debolezza appesantito dalla forza del dollaro, dai poco incoraggianti dati macro cinesi e dalla composizione della vertenza sindacale alla miniera Radomiro Tomic da parte della Codelco. E a pesare sul metallo rosso anche una parziale liberalizzazione da parte di Pechino nell’importazione di rottami di rame che potrebbe togliere parecchio sostegno al recente appetito del Dragone per i catodi.

Torna a guardare invece i 2.200 dollari per tonnellata l’alluminio dopo il rewarranting (sempre a Port Klang) di 66mila tonnellate di materiale, probabilmente da parte di operatori non intenzionati ad accodarsi alla lunga lista di attesa per ritirare il materiale dalla location asiatica.

I dati macroeconomici che sarnno i prossimi market movers

In attesa dei Non Farm Payrolls di domani, venerdì Santo (inconsueta la pubblicazione di questo dato in una giornata praticamente festiva, con una attesa per 675mila nuovi occupati), l’indice ADP relativo al settore privato ieri segnala un incremento degli occupati per 517mila unità rafforzato da una revisione del dato del mese precedente da 117mila posti di lavoro a 176mila.

Meno incoraggianti le rilevazioni emanate dall’indice Caixin (che si concentra sulle piccole e medie imprese cinesi a capitale privato) che in contraddizione con i solidi dati emanati dalle rilevazioni ufficiali, mostra un indebolimento del settore manifatturiero a marzo con una lettura a 50,6 che sebbene ancora in territorio espansivo (e per l’11mo mese consecutivo) è la più debole dal maggio del 2020.

Importanti dati oggi in Europa ed USA con le rispettive rilevazioni degli indici PMI manifatturieri.

A cura di Michael Palatiello, ad e strategist di Wings Partners Sim

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