Dopo la Serie A, Dazn pensa all’Ipo in Borsa

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di Massimiliano Carrà 9 Aprile 2021 | 13:57

Dazn potrebbe sbarcare in Borsa. È questa la notizia più importante svelata direttamente da James Rushton, co-ceo della piattaforma streaming. “Se le circostanze fossero giuste, potremmo attingere ai mercati dei capitali pubblici o dei mercati dei capitali privati ​​nei prossimi anni”, ha dichiarato Rushton in un’intervista rilasciata a Reuters.

Più volte discussa nel corso degli anni, l’ipotesi di una prossima ipo di Dazn questa volta arriva in un momento storico totalmente differente rispetto al passato. Infatti, qualche settimana fa, grazie a un’offerta da 840 milioni di euro (risultata decisiva anche grazie alla partnership attiva con Tim), la piattaforma del gruppo Perform – di proprietà del miliardario Len Blavatnik (al 46° posto della classifica Forbes degli uomini più ricchi al mondo) – ha spodestato Sky e si è aggiudicata due dei tre pacchetti dei diritti tv messi in palio dalla Lega Serie A per il triennio 2021/2024.

Una mossa che consentirà a Dazn di trasmettere, per i prossimi tre anni, in esclusiva 7 partite della Serie A e in co-esclusiva le rimanenti 3. A distanza, tra l’altro, di poco meno di tre anni dal suo ingresso nelle case negli italiani, avvenuto ad agosto 2018.

Dazn e i motivi della possibile Ipo

Oltre a diventare la prima piattaforma di streaming di eventi sportivi ad essere quotata in Borsa, l’ipo permetterebbe a Dazn di poter rimpinguare le perdite economiche a cui è andata incontro negli ultimi anni. Considerando, tra l’altro, l’ipotesi di poter cambiare il proprio modello di business che, durante la pandemia, ha sofferto a causa del fatto che offre agli utenti la possibilità di annullare i propri abbonamenti con poco preavviso.

Inoltre, potrebbe velocizzare il processo di ‘internazionalizzazione’ auspicato dallo stesso James Rushton. “La piattaforma globale ci dà l’opportunità di essere agili e lanciarci o espanderci in nuovi mercati abbastanza rapidamente”. Tant’è che Dazn sta già valutando l’opportunità di acquisire anche i diritti della Premier League, il massimo campionato di calcio inglese.

LEGGI ANCHE: “Al private equity piace il calcio (e lo sport in generale)”

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