Asset allocation: le chicche del Giappone

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Avatar di Redazione 13 Aprile 2021 | 15:04

“Il mese scorso sembrava che il rally del value non fosse davvero arrivato in Giappone, in quanto i problemi strutturali dei due grandi settori value – banche e auto – erano più gravi che in altri Paesi. Questo contesto è cambiato a febbraio, specialmente nella prima settimana, quando i titoli del settore finanziario hanno improvvisamente catalizzato l’interesse degli investitori”. A farlo notare è Richard Kaye, gestore del fondo Comgest Growth Japan di Comgest, che di seguito spiega nel dettaglio la propria view e il proprio outlook.

A esacerbare l’impatto hanno influito tre fattori: le pressioni di vendita, simili a quelle derivanti dall’operazione degli utenti del social Reddit, che hanno riguardato principalmente titoli detenuti da investitori stranieri, da una ripresa dell’attività di investimento nel settore retail e dalla piccola oscillazione dei titoli bancari giapponesi rispetto a quelli statunitensi.

Pensiamo che i prezzi delle azioni riflettano la crescita, e che il Giappone sia un mercato abbastanza ampio e profondo per trovare opportunità di crescita a prezzi interessanti in diversi contesti di mercato. Abbiamo visto periodi simili al febbraio 2021 – nel 2018, 2016, 2013, 2011 e 2009 – quando un brusco cambiamento nelle curve dei rendimenti globali ha causato uno scollamento di alcune settimane tra i prezzi delle azioni e gli utili.

A conferma di questo momentum, per esempio, Daifuku ha fatto sapere che la recente spesa di TSMC e la potenziale quota di mercato a livello internazionale, non avranno ripercussioni suoi nuovi obiettivi a medio termine. Il presidente di Nidec, Shigenobu Nagamori, ha sottolineato la supremazia dell’attività di produzione di veicoli elettrici della società, in particolare per i partner emergenti in Cina. Invece, Shimano ha suggerito che la sua previsione sull’utile operativo del 27% per quest’anno è ben supportata dagli ordini già pervenuti e Yamaha ha dato prova della ripresa dell’utilizzo della sua fabbrica e del crescente portafoglio ordini.

Secondo recenti comunicazioni con Keyence è emerso che la ripresa è appena iniziata e che la Cina la sta trainando, sebbene sussista anche un aumento della spesa per progetti di automazione in Giappone che riguardano la tecnologia fornita da Keyence. Il presidente di Nihon M&A Center ha messo in evidenza la domanda quasi illimitata e la vasta campagna di assunzioni di consulenti in corso (800 attuali, che potrebbero diventare 1.000). Buone notizie anche da Hamamatsu Photonics che ha fatto sapere che gli utili del periodo ottobre-dicembre sono stati superiori alle aspettative, specialmente per le applicazioni per semiconduttori.

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