Mercati: oggi lo sbarco di Coinbase al Nasdaq

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di Redazione 14 Aprile 2021 | 11:48

Oggi è previsto il debutto di previsto il lancio della “IPO”, anche se sui generis, di Coinbase al Nasdaq. Tuttavia non si tratta di una vera e propria Initial Public Offering perché non è la società a mettere in vendita le proprie azioni a un determinato prezzo. Pertanto non vi sarà nemmeno un prezzo di collocamento: semplicemente verrà abilitata la possibilità di vendere le proprie azioni a coloro che già le detengono, come fanno notare da Cryptonomist.ch.

Perché quella di Coinbase non è una IPO

Si tratterà pertanto di scambi limitati al secondary market, mentre a oggi non vi è notizia di una possibile nuova emissioni di azioni sul primary market. Un direct listing senza emissione di nuove azioni, quindi, ma solamente l’apertura al pubblico della possibilità di vendere e acquistare le azioni già esistenti.

L’obiettivo quindi non è quello di raccogliere fondi, ma di diventare una società quotata in Borsa dando la possibilità agli azionisti di monetizzare le loro azioni. In questo modo Coinbase sarà la prima vera e propria società crypto statunitense ad essere quotata in Borsa.

Le azioni però non saranno disponibili già al momento dell’apertura della Borsa Usa ma più presumibilmente a metà giornata o nel pomeriggio, visto che devono essere gli azionisti a metterle in vendita.

Per lo stesso motivo non è ancora noto quale sarà il prezzo iniziale di vendita, anche se alcune stime suggerirebbero un prezzo di circa 400 dollari. Il prezzo definitivo di apertura potrebbe essere determinato in tarda serata, o addirittura mercoledì, ovvero quando avverrà il primo scambio effettivo.

Essendo quotate al Nasdaq, le azioni Coinbase potranno essere acquistate nello stesso identico modo con cui si possono acquistare azioni Apple o Tesla, ovvero tramite una società di intermediazione.

Le azioni Coinbase saranno presenti sul NASDAQ con il ticker COIN, e non prevedono dividendi, visto che la società è ancora in fase di crescita, ed attualmente non eroga dividendi. Tuttavia potrebbe erogarli in futuro, sebbene sembra improbabile che lo faccia già nei prossimi anni.

Il fatto che le azioni messe in vendita domani potrebbero anche non essere molte, mentre la domanda potrebbe essere consistente, fa presumere che il loro prezzo possa anche salire oltre i 400 dollari stimati come prezzo iniziale. Sarà poi il mercato di fatto a regolarne l’offerta, a seconda del prezzo raggiunto.

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