Mercati, i dati macroeconomici da tener sott’occhio settimana prossima

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di Redazione 16 Aprile 2021 | 14:42

La prossima settimana saranno rese note un gran numero di dati che potrebbero innescare oscillazioni dei mercati, tra cui gli utili societari per il primo trimestre e alcuni importanti indicatori economici. Ecco quali monitare con maggiore attenzione secondo Greg Meier, senior economist director di Allianz Global Investors.

Lunedì l’attenzione si concentrerà sul Giappone dove, in base alle stime di consensus, è plausibile una nuova accelerazione dell’import/export. In Europa, gli investitori attenderanno notizie circa un rialzo dell’inflazione dei prezzi alla produzione in Germania e un possibile aumento della disoccupazione nel Regno Unito.

Il Regno Unito resterà al centro della scena martedì e mercoledì, monitorando il recupero dei dati economici sulla scia del rapido avanzamento della campagna vaccinale. Ci aspettiamo dei segnali di aumento dei prezzi alla produzione e inflazione core dei prezzi al consumo.

Giovedì saranno gli USA a catalizzare l’interesse dei mercati: le stime di Wall Street lasciano presagire una generale solidità di indicatori anticipatori, vendite di abitazioni esistenti e indice dell’attività economica nazionale della Fed di Chicago. Sull’altra sponda dell’Atlantico la Banca Centrale Europea valuterà un adeguamento degli acquisti di asset alla luce del recente andamento dei contagi e dei conseguenti lockdown.

Infine, venerdì sarà la volta degli indici dei responsabili degli acquisti preliminari di aprile di Germania, Francia, Regno Unito e Stati Uniti. Nell’Europa continentale è atteso un peggioramento delle condizioni nei settori manifatturiero e nei servizi; per contro, negli USA i dati potrebbero evidenziare la crescita più sostenuta da diversi anni a questa parte.

Il contesto tecnico

Il trend reflazionistico sembra aver rallentato; gli investitori infatti valutano le probabilità di una progressiva normalizzazione del contesto economico. Il CBOE VIX Volatility Index – il cosiddetto “barometro della paura” di Wall Street – è sceso a livelli che non si vedevano da febbraio 2020, i prezzi delle commodity sono diminuiti e i rendimenti obbligazionari mostrano un andamento laterale.

Non è chiaro se tale situazione si protrarrà in futuro. Negli USA, la “market breadth” si è ridotta: anche se l’S&P500 scambia su livelli prossimi ai massimi, il numero di titoli che raggiungono nuovi record su 52 settimane è in calo. Per quanto riguarda gli stili d’investimento, i titoli growth hanno riconquistato la leadership sul mercato, ma i comparti value evidenziano tuttora un forte potenziale di ripresa.

Nelle prossime settimane monitoreremo diversi sviluppi concomitanti sui mercati, tra cui andamento dei flussi (tuttora incoraggiante), utili aziendali (migliori del previsto?), momentum (recente indebolimento) e stagionalità (vendite in maggio?).

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