Obbligazioni: le nuove emissioni governative e corporate della settimana sotto la lente

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di Carlo Aloisio 23 Aprile 2021 | 09:29

Settimana all’insegna di speranze e timori che hanno condizionato gli scambi all’interno di un trend che rimane positivo. Da un lato i segnali positivi sulla gestione dei vaccini consentono d’iniziare a riprogrammare le aperture e un ritorno delle attività economiche aiutano i mercati, dall’altro i timori per nuove riprese di contagi, dopo alcuni numeri in crescita in oriente, hanno riportato il segno meno in alcune sedute.

L’aspetto economico è stato direttamente correlato ai dati delle trimestrali e in particolare delle grandi aziende americane che in molti casi hanno battuto le stime, mentre a livello di banche centrali l’appuntamento della settimana era con il board della Banca Centrale Europea. La comunicazione sui tassi, non ha riservato sorprese, mentre la conferenza stampa di Christine Lagarde è sempre importante per capire le prossime mosse della Bce.

Il mercato non attendeva novità di rilievo da Francoforte, ma monitorerà eventuali segnali di future mosse che potrebbero concretizzarsi nel meeting di giugno, soprattutto riguardo al ritmo degli acquisti del programma anti-pandemico Pepp a partire dal terzo trimestre. Gli investitori cercheranno tra le parole della presidente Bce ogni minimo dettaglio che possa aiutarli a fare chiarezza su quale sarà la politica della banca centrale una volta che l’economia europea ripartirà.

In un suo recente intervento la governatrice aveva detto che l’economia della zona euro si regge ancora su “stampelle”, ma diversi tra i ‘falchi’ del board hanno iniziato a chiedere una riduzione degli acquisti in ambito Pepp già dall’estate.

Gli analisti ragionano sempre più su un possibile tapering, alla luce delle future riaperture e dei progressi vaccinali e, secondo alcuni, dopo la decisione della Corte costituzionale tedesca che in settimana ha respinto il ricorso contro il Recovery Fund della Ue, aprendo la strada alla sua ratifica.

I mercati non hanno reagito in modo particolare alla notizia, nonostante costituisse una potenziale minaccia soprattutto per il debito dei Paesi periferici, come l’Italia, che più beneficiano del fondo. Lo spread contro Bund si è mantenuto stabile a quota 102 di media ed il rendimento del nostro benchmark decennale il   Btp 0.9% 2031 (codice Isin IT0005422891) è a quota 0.75%. Nell’Eurozona in area negativa sulla curva a dieci anni rimangono oltre alla Germania, Austria, Finlandia, Olanda, Slovacchia, gli altri sono tutti sopra, con la Grecia che vanta il maggior rendimento (0.88%).

Le nuove obbligazioni governative sotto la lente

Sul fronte delle emissioni, c’è stata la concentrazione al 100% su Btp Futura, ancora in collocamento fino a venerdi 23 aprile, con una raccolta che a metà settimana, sfiora i 4,7 miliardi nel terzo giorno di emissione. La terza giornata ha registrato richieste per poco più di un miliardo e guardando alla performance complessiva dei tre giorni (collocamento iniziato lunedì 19 aprile) la domanda di 4,68 miliardi si confronta con i 4,9 miliardi dello scorso autunno, quando però la durata del titolo solo per il retatil era la metà: otto anni contro i 16 anni previsti per quella in corso.

Si tratta di un titolo accessibile solamente agli investitori individuali (famiglie) in fase di collocamento, avrà durata 16 anni, con rimborso il 27 aprile 2037, una scadenza più lunga delle precedenti emissioni. E’ il terzo bond retail emesso dal Tesoro dopo quello del debutto nel luglio 2020 e il secondo nel novembre scorso. Il Tesoro sembra avercela messa tutta per cercare di sostenere il terzo bond retail tra le famiglie: ha offerto una cedola media ponderata più alta del rendimento offerto dal titolo ordinario di pari durata con quattro cedole crescenti: 0.75% dal primo al quarto anno; 1,20% dal quinto all’ottavo anno; 1,65% dal nono al 12esimo anno; 2% dal 13esimo al 16esimo anno. In più, ha previsto un doppio premio fedeltà, in modo da mantenere invariato il rendimento extra a favore degli obbligazionisti cassettisti. Il titolo è collocato alla pari, cioè con valore nominale 100, il lotto minimo acquistabile è di 1.000 euro e multipli, Isin IT0005442089.

La proiezione quindi è per un risultato finale al di sopra delle aspettative del Tesoro e questa è stata un’ottima risposta arrivata dallo “zoccolo duro” degli investitori verso i nostri titoli di stato. Questa considerazione deriva dal fatto che la maggior parte degli acquirenti del titolo ha una proiezione di mantenimento del titolo nel portafoglio per essere premiato nel corso del percorso del titolo negli anni e quindi si tratta dell’investitore “modello” che ogni emittente desidera, in quanto abbatte notevolmente il rischio dell’investitore “trader” che specula su rialzi e ribassi dei titoli. Infatti in caso di vendita del titolo si perderebbero i benefici del premio fedeltà che rimangono solo in questa sottoscrizione, pertanto cambiando poi anche Isin, l’eventuale compratore in secondario non beneficerà dei premi fedeltà.

L’Unione Europea ha dato mandato ad un pool di banche per l’emissione di una nuova obbligazione senior con scadenza 2036. La risposta è stata buona con richieste arrivate soprattutto da istituzionali che hanno superato i 41.5 miliardi contro i 4.75 miliardi di euro l’ammontare emesso. Quanto al rendimento, il bond a 15 anni si è attestato a -7 punti base sotto il tasso midswap.  L’obbligazione (Isin EU000A3KP2Z3) paga una cedola annua fissa dello 0.25%, prezzo di emissione 99.239, equivalente ad un rendimento di 0.302% e rimborso alla pari il 22 aprile 2036. Rating AAA e lotto minimo di mille euro con multipli di mille. Buona risposta del titolo nel grey market, con il prezzo salito di circa mezzo punto dal prezzo d’emissione.

Tra gli high yield governativi in Europa, la Repubblica Serba di Bosnia ed Herzegovina, una delle due entità della Bosnia ed Herzegovina,  ha collocato una nuova emissione obbligazionaria senior a cinque anni. Il titolo è stato emesso con un rendimento del 5%. L’obbligazione (isin XS2332900922) offre una cedola annua lorda del 4.75%, prezzo 98.918, ammontare 300 milioni. Rating B3/B e lotto minimo di negoziazione 100mila euro con multipli di mille. Si tratta di un titolo di nicchia, poco speculativo che dovrebbe rimanere nei portafogli dei gestori fini a scadenza per sfruttare il rendimento, infatti vi è stata bassa attività di grey market con prezzo fermo a quello d’emissione, possibile movimentazione quando andrà in secondario dopo il 27 aprile e potrà attrarre l’interesse di un maggior numero d’investitori.

Ritorno delle Filippine sul mercato dell’euro, con una tripla offerta complessiva per 2.1 miliardi che è stata apprezzata dai mercati. Nello specifico i primi 650 milioni sono stati collocati con scadenza 2025 e cedola del 0.25% al prezzo di 99.509 (isin XS2334361271); altri 650 milioni con scadenza 2033 e cedola del 1.2% al prezzo di 99.468 (XS2334361354), size più alta, 800 milioni per la scadenza 2041 con cedola del 1.75% e prezzo 99.05 (XS2334361511). Tutti i titoli hanno taglio minimo da 100mila euro con multipli di mille e godono di investment grade BBB+/Baa2.

Tra le entità sovranazionali, l’Afc (African finance corp), società che fornisce soluzioni bancarie, sviluppo di progetti, consulenza tecnica, per vari settori in Africa, tra cui energia, infrastrutture, petrolio e gas, telecomunicazioni, prodotti chimici, manifatturiera, cemento, agroalimentare, logistica e marittimo, ha emesso un nuovo titolo in dollari per 750 milioni con scadenza nel 2028 e cedola del 2.875%. Prezzo d’emissione a 99,272 e buona performance iniziale, rating del titolo A3 e taglio minimo da 200mila euro con multipli di mille.

I nuovi bond corporate sotto i riflettori

Per la parte corporate continua l’interesse per il settore trasporti, dopo Heathrow, Gatwick, Schipol è partito questa settimana il collocamento da parte di Aeroporti di Roma del nuovo sustainable Linked Bond a dieci anni, con scadenza 30 luglio 2031,  riservato agli investitori istiuzionali. Prima indicazioni di rendimento in area 210 punti base sopra il tasso midswap di riferimento. Ammontare atteso 500 milioni di euro, lotto minimo 100mila euro con multipli di mille, rating Baa3/BB+ e Isin XS2337326727.

La società farmaceutica tedesca Gruenenthal sta collocando due titoli per un totale di 650 milioni divisi tra 400 milioni a 5.5 anni con call possibile dal secondo anno, rendimento atteso tra il 3.75% ed il 4%, mentre 250 milioni sono per la scadenza a setteanni con calla dal terzo e rendimento stimato tra il 4.25% ed il 4.5%. Il rating dell’emittente è B1/B+/BB ed il taglio minimo d 100mila euro con multipli di mille; ottima la risposta degli investitori nei book dei lead manager.

Altro titolo ad alto rendimento dalla Germania nel settore della moda e design, la Cbr Fashion ha emesso 470 milioni di euro con scadenza nel 2026 e call possibile dal secondo anno. La cedola è stata fissata al 5.5% con prezzo di collocamento a 100, rating B2/B e taglio minimo da 100mila euro con multipli di mille. Ottima performance nel grey market con titolo che sarà negoziabile in secondario dal 29 aprile e prezzo in area 101,50.

In dollari triplo deal della filiale europea della Coca Cola, che ha emesso due miliardi divisi tra 850 milioni allo 0.5% con scadenza 2023 (isin USG25839PR99), 650 milioni allo 0.8% con scadenza 2024 (USG25839PS72) e 500 milioni con cedola dell’1.5% e scadenza nel 2027 (USG25839PT55). Taglio minimo per tutti i titoli da 200mila euro con multipli di mille e rating Baa1/BBB+.

Due miliardi anche dalla Procter & Gamble, tradizionale nome dell’economia Usa, che ha emesso due titoli entrambi con taglio da un miliardo, il più breve con scadenza 2026, cedola 1%, Isin US742718FP97; per il secondo la scadenza sale al 2031 con cedola del 1.95% e Isin US742718FQ70. Rating AA- e taglio minimo retail da 2mila dollari con multipli di mille.

Korean Air, principale compagnia aerea della Corea del Sud,  ha emesso un bond in tre tranche per complessivi 350 miliardi di won, pari a 260 milioni di euro. Nel dettaglio,  la tranche a 18 mesi scade il 14 ottobre 2022 ed è stata di 65 miliardi di won, il tasso di interesse del 2.32%; la tranche a due anni ha un ammontare di 160 miliardi di won, il tasso offerto è stato del 2.87%; infine la tranche a 3 anni per 125 miliardi, tasso di interesse del 3.50%. Queste obbligazioni sono più remunerative di quelle europee sulla medesima scadenza e sul rapporto qualità emittente, ma bisogna fare molta attenzione al rischio di cambio, che può essere una variabile importante.

A cura di Carlo Aloisio, senior broker

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