E’ ancora il petrolio a guidare le danze

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di Redazione 9 Giugno 2008 | 07:03
La notizia economica “top” del fine settimana è stata quella del petrolio che ha stabilito un nuovo record assoluto crescendo in due giorni di oltre 16 dollari al barile, ossia più del 13%, a causa della debolezza del dollaro e delle crescenti tensioni tra Israele e Iran.

C’e’ stata anche una bella riunione ministeriale sull’energia del G8 allargata a Cina, India e Corea del Sud, dove tutti sono stati concordi sul principio che i recenti record dei prezzi del petrolio possono scatenare una recessione globale e il titolare del dicastero dell’ energia nipponico, Akira Amari ha poi lanciato un allarme, ripreso dalle agenzie di stampa, dichiarando che le attuali quotazioni del greggio costituiscono “un’anomalia e un’estrema sfida” su scala globale.

A parte il nome del ministro Amari che entra di prepotenza nella top ten delle barzellette alla voce “Chi è il ministro giapponese del petrolio che ha dovuto annunciare che il petrolio sta finendo ?” direi che la vera notizia, risaputa ma sempre lasciata in secondo piano è quella del raggiungimento del picco della produzione petrolifera : Samuel Bodman, Segretario dell’Energia USA ha confermato durante la riunione che la produzione di petrolio è in stallo dal 2005 a 85 milioni di barili al giorno, mentre la crescita economica asiatica , in particolare quella di Cina e India, ha spinto la domanda sempre più in alto.

Si concretizza dunque l’ipotesi che il barile possa arrivare a quota 150 dollari come del resto già previsto dal rappresentante iraniano dell’Opec, Muhammad Ali Khatibi.

I mercati azionari asiatici che avevano recentemente provato a convivere con i rialzi petroliferi hanno questa mattina gettato la spugna. Si salva solo il mercato cinese (e quello di Hong Kong) chiusi per il festival di Tuen Ng, meglio conosciuto come Dragon Boat Festival, festa che celebra l’eroe nazionale Qu Yuan annegato nel fiume Mi Lo più di 2000 anni fa.

La leggenda narra che gli abitanti della città per tentare di salvarlo, suonarono dei grossi tamburi per spaventare i pesci e per distrarli dalla loro preda tirarono loro dei ravioli di riso.

Chissà tra 2000 anni, quando si racconterà attorno al fuoco la leggenda del tentativo di salvataggio di Bush e degli amici petrolieri di quali strumenti di salvataggio si narrerà.

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