Non pecchiamo di miopia

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di Redazione 10 Giugno 2008 | 13:00
Le reti di Promotori Finanziari di domani: opportunità e sfide di un paese che cambia. Questo era il tema del convegno annuale di Assoreti svoltosi il 7 giugno a Rimini. Nella cornice del Grand Hotel è emerso chiaro l’invito a reagire a una crisi che rischia di travolgere i promotori finanziari. Ma non tutti hanno rivelato la stessa lungimiranza nel guardare al futuro delle reti.

Assumiamoci le nostre responsabilità e reagiamo. Così può essere sintetizzato l’intervento di Pietro Giuliani, presidente del gruppo Azimut, al convegno annuale di Assoreti svoltosi il 7 giugno a Rimini. “Anche se i numeri rivelano le grandi capacità distributive dei promotori finanziari, questo è un canale che non riesce a crescere. I clienti sono ‘ancora’ 4 milioni” ha subito sottolineato Giuliani. “E’ evidente che ci troviamo di fronte a una crisi sia di prodotto sia distributiva”.

E nasce da questa constatazione l’idea lanciata dal presidente di Azimut di creare una Federazione del risparmio gestito. “E’ il momento di coordinare e fondere le associazioni. Assoreti, Assogestioni e Anasf possono unirsi e creare un unico soggetto, una federazione che rispetto al mercato sia più forte – ha urlato a gran voce Giuliani – Basta logiche di campanili, non preoccupiamoci delle ‘poltrone’ e andiamo verso questa direzione. In queste condizioni è questa la soluzione da seguire”.

Una provocazione? Niente affatto, Giuliani crede veramente in questo progetto anche perché è ben consapevole che nei prossimi “sei/dodici mesi le banche non cambieranno atteggiamento sul fronte risparmio gestito, industria che, nel lungo periodo, non può però perdere il proprio valore. E’ un settore che risponderà e reagirà alla crisi, ma dobbiamo lavorare bene adesso – ha sottolineato Giuliani – Se il mercato ti punisce vuol dire che hai sbagliato”, e non puoi limitarti ad attaccare le regolamentazioni.


Sarà l’effetto Draghi, sarà la grinta di un leader del risparmio gestito (il gruppo Azimut è tra i pochi a poter vantare nel mese di maggio una raccolta netta positiva, ndr), o entrambi i fattori, poco importa. Di sicuro Pietro Giuliani è stato l’unico a voler affrontare di petto la crisi, senza nascondersi dietro a vane giustificazioni. “Non pecchiamo di miopia” ha ribadito più volte il presidente di Azimut, “guardiamo ai nostri errori e cambiamo rotta”. Ovvero rivediamo i modelli distributivi che non funzionano, cambiamoli. E a chi non vuole cambiare l’invito di Giuliani è stato chiaro: “uscite dal mercato”. Il mercato consente a diversi modelli di funzionare (e molti funzionano bene) ma ci sono realtà che rimangono miopi e perseguono strade non vincenti. Queste realtà hanno solo due possibilità: cambiare o chiudere.

Più cauti gli interventi degli altri relatori del convegno annuale di Assoreti. Giorgio Girelli (Banca Generali), Matteo Colafrancesco (Banca Fideuram), Alessandro Foti (Fineco-Xelion) che hanno comunque riconosciuto a più voci che il mondo dei promotori finanziari non può accontentarsi dell’attuale 9% del mercato (a tanto ammonta la quota di risparmio gestito in mano alle reti). Non può sopravvivere sempre e solo con 4 milioni di clienti. Non può rinunciare alla possibilità di guadagnare nuove quote di mercato. E questo vuol dire riflettere, appunto, sul proprio modello distributivo e, se necessario, farlo evolvere.

Chi ha dato manforte a Giuliani, seppure con toni più pacati trovandosi al “debutto” in Assoreti, è stato Giacomo Campora, amministratore delegato di Allianz Bank. Campora (che vanta un’amicizia personale con lo stesso Giuliani, ndr) nel corso del suo intervento non ha perso occasione per invitare la platea a riflettere sulla struttura dei fondi comuni: “Non sono affatto trasparenti e migliori di altri prodotti. Lo erano in passato ma oggi sono vittime dell’avidità, e con la Ucits III abbiamo iniziato a inserire nei fondi di tutto, allontanandoci dalla semplicità iniziale. Fermiamoci e ritorniamo a offrire grandi prodotti”. Semplici e di qualità. Infine Campora ha esplicitamente spinto tutti a seguire i leader dell’industria: “Se una società ha successo ed è vincente ascoltiamola, può insegnare sicuramente qualcosa”.


E proprio a un leader dell’industria, Banca Mediolanum, è toccata la conclusione del convegno. Edoardo Lombardi, vice presidente e a.d. dell’istituto milanese, pur non parlando direttamente della crisi ha indicato una via da seguire per conquistare nuovi clienti: il marketing differenziato, composto da un marketing interno (rivolto ai collaboratori dell’azienda), uno esterno (rivolto ai clienti finali) e uno interattivo. Al di là dei ‘tecnicismi’, il messaggio di Lombardi è chiaro e racchiuso nelle parole di J.J. Creedon: “Quando ci daremo l’un l’altro il miglior servizio possibile, allora ci troveremo a darlo automaticamente ai clienti esterni”.

Tra le mura del Grand Hotel di Rimini, che con i suoi 100 anni ricordava la storia di una città (e non solo), si è svolto così il convegno di un’associazione (Assoreti) chiamata a reagire a una crisi che travolge ormai tutta l’industria del risparmio gestito. Ed è ormai chiaro che per superarla è necessario andare oltre le teorie. E’ l’ora della pratica e delle idee concrete. Ma se è vero che, come affermava Federico Fellini (che ha reso celebre il Grand Hotel di Rimini) che “sono i soldi che fanno venire delle idee”, bisogna agire adesso, subito (come ha urlato Giuliani), prima che i “soldi” svaniscano.

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